Istanbul, l’esplosione: mini guida della città

Istanbul, l’esplosione: mini guida della città

Istanbul è una città ruvida, caotica, ma affascinante. Una metropoli da conoscere con calma che insegna grandi lezioni di vita. Se vi trovate spaesati nel caos del primo Oriente, ecco una mini guida della città per non perdere tempo e arrivare dritti alla vera Istanbul.

Arrivo ore 21.30 a Istanbul, in piazza Taksim ed è subito come ritrovarsi in mezzo a un big bang umano fatto di gente che corre, chiede l’elemosina, parla, vende qualsiasi cosa a chiunque passi. Bambini che piangono, ridono, giocano. Un mappamondo rettangolare nel quale si ritrovano integralisti islamici al fianco di ragazze turche in shorts e canotta, turisti da ogni paese del mondo, al fianco di anziani signori baffuti che lavorano nei market di strada. Un traffico di vie e di vite, rabbioso e asfissiante nel caldo umido del primo Oriente, fin troppo caotico per chi è abituato alle città europee. Il risveglio è ogni mattina alle 5 accompagnato dalle preghiere del muezzin, sempre presenti in ogni angolo della città che si ripetono per almeno 3-4 volte al giorno.

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Le moschee di Istanbul

Di giorno, tutto cambia volto. I rumori si placano, la luce illumina anche i vicoli più bui e sporchi di piazza Taksim, fondendosi con l’umidità e creando come un velo che opacizza ogni cosa. Il silenzio si ritrova all’interno delle moschee, ma non tanto l’Aya Sofia e la Moschea Blu, armoniose all’esterno, quanto vuote all’interno. Piuttosto si ritrova nelle moschee minori, come Yeni Camii, utilizzata ancora come luogo di culto e di preghiera, dove è obbligatorio entrare scalzi e con il velo che copre la testa, dove è possibile vedere l’estrema devozione sintetizzarsi in una preghiera, che si arrampica sulla bellezza delle maioliche delle pareti e delle volte.

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Il cimitero di Eyup

Il cimitero di Eyup è uno dei luoghi più sacri della città, dove sono sepolte alcune delle principali personalità del mondo islamico in una carrellata infinita di lapidi bianche, intervallate ogni tanto da qualche albero che interrompe l’instancabile calore del sole. Dal ponte vicino, si può vedere l’ingresso alla distesa della metropoli, tra grattacieli e una superstrada a 10 corsie sempre stracolma di auto, bus e camion.

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Quali bazar visitare a Istanbul

Poi c’è l’Istanbul dei bazar, non il Gran Bazar, meta turistica ormai scontata, ma il bazar delle spezie (Misir Carsisi), oppure il Bazar dei Libri Antichi, dove perdersi tra gli aromi, i colori incantevoli dei Turkish Delight e della frutta secca, tra le lampade sempre presenti e tantissime altre cose per lo più inutili, ma comunque indispensabili.

Ci si perde in un ingorgo di voci che urlano per vendere, e ogni due passi qualcuno ti dice: “fermati, hai perso qualcosa per strada!” scoppiando poi a ridere. Incroci di veli e sguardi di ogni tipo: curiosi, tristi, sottomessi, furbi. Sguardi vuoti e pieni.

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Sguardi di tenerezza, alcuni velati da una costrizione sottile e silenziosa, altri pieni di amore, come si può osservare nel Parco delle Mura di Teodosio, punto di ritrovo per le famiglie turche nei pomeriggi caldi d’estate, dove poter fare un pic nic oppure dormire all’ombra di qualche ulivo secolare.

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Istanbul Modern: il museo di arte contemporanea

Città dei contrasti, così slegata nella sua architettura e nelle immagini di vita da dar luogo ad affascinanti divari tra antico e moderno, tradizione e innovazione. Così si può ritrovare uno dei poli museali più all’avanguardia del mondo, giusto al fianco di una moschea e di una bandiera turca che sventola interrompendo l’azzurro costante del cielo. Il museo di arte contemporanea Istanbul Modern, nato appena nel 2004, è stato ricavato da un antico magazzino portuale situato direttamente sul Bosforo e oggi, è un importante spazio conosciuto a livello mondiale per artisti contemporanei internazionali, ma soprattutto turchi. Uno spazio dedicato al panorama artistico contemporaneo locale, arricchito da una “cascata” di libri che sancisce l’ingresso alla libreria e da un cinema. La sezione fotografica, mostra con grande critica alcuni scatti del panorama sociale attuale della Turchia, in tutte le sue complessità e contraddizioni.

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Escursione sul Bosforo

Poi c’è il Bosforo, lo stretto che divide e allo stesso tempo unisce Europa e Asia, sul quale Istanbul ha costruito la sua storia commerciale ed economica. Il Bosforo è da sempre un luogo di incontri, passaggi, viaggi, scambi e proprio qui il nostro amico Ali si è presentato con le sue sei donne al seguito, iniziando a parlare in un inglese fin troppo corretto per la media turca.

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Ali ha viaggiato molto in Europa e negli Stati Uniti, vive quasi al confine con la Siria e si trova a Istanbul per una breve vacanza con moglie, figlie, nipoti e amiche. Lui è il tour leader, guida le sue donne, paga il pranzo, organizza gli spostamenti con un’approccio molto occidentale. Niente velo e iPhone per tutte le nipoti. Ali ama l’Europa, vorrebbe che la Turchia ne facesse parte, sebbene reputi ancora strano che due donne girino da sole per il Paese. Per non parlare poi della guida dell’automobile, assurdo pensare che non ci sia un uomo che possa farlo al nostro posto.

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Un’ora e trenta di chiacchierata tra amici, tra due mondi opposti ma spesso più conciliabili di quanto si creda. Conoscere Ali è stata l’unica nota positiva, per effettuare il viaggio in battello sul Bosforo.

Sono molti altri i posti da vivere a Istanbul come ad esempio il quartiere di Galata, ricco di locali e ristoranti moderni, dove poter gustare l’ottima cucina turca e dove i negozi hipster stile europeo si sono insediati richiamando giovani da tutto il mondo. Oltre ovviamente alla zona di Sultanahmet, polo turistico principale della città dove risiedono tutti i monumenti più importanti.

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Ma la vera Istanbul è quella ruvida, frenetica, nervosa, chiassosa, che non si ferma mai nemmeno quando sei in mezzo alla strada per attraversare. Sono gli odori trasportati dall’umidità del Bosforo, il sole che non smette mai di bruciare. È la disarmonia della sua linea architettonica, dove palazzi sventrati sono a fianco dei palazzi del Sultano. Istanbul è quella città dura, che se non batti il ritmo insieme a lei, semplicemente ti divora.

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