Fotografia Europea 2019: i nostri consigli sulle mostre imperdibili

Abbiamo approfittato di questi due giorni di vacanza per visitare finalmente Fotografia Europea 2019 e dobbiamo dire che, rispetto agli ultimi anni, abbiamo scoperto artisti che ci hanno davvero conquistate. Questo festival è un’opportunità non solo di ammirare i capolavori di fotografi storici ed emergenti, ma anche di esplorare alcuni degli spazi più belli di Reggio Emilia. Se nelle prossime settimane hai in programma di visitare questa piccola città emiliana, ti consigliamo di leggere i nostri consigli su quali sono le mostre imperdibili: hai tempo fino al 9 giugno per organizzare il tuo viaggio all’insegna della fotografia!

Fotografia Europea 2019: informazioni utili

Fotografia Europea 2019 ha aperto i battenti nel weekend del 12 aprile e sarà visitabile fino al 9 giugno. Le due biglietterie sono nelle due sedi principali del festival, i Chiostri di San Pietro e Palazzo Magnani, e il costo del biglietto è di 15 euro: acquistando il biglietto completo è possibile visitare tutte le location una volta ciascuna, anche in più giornate. Ti consigliamo di prendere il programma cartaceo disponibile in ogni sede, perché in questo modo avrai una piccola mappa che ti permetterà di scoprire tutte le mostre e tutti i luoghi della città coinvolti in questo evento. Questo festival è l’occasione perfetta non solo per ammirare artisti famosi ed emergenti, ma anche per esplorare alcuni gioielli architettonici di Reggio Emilia: sei pronto a scoprire le mostre che abbiamo amato di più? Partiamo!

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Le mostre ai chiostri di San Pietro

I Chiostri di San Pietro, a nostro avviso, sono la location più affascinante di Fotografia Europea 2019: dopo un importante intervento di restauro del complesso monumentale di origine benedettina, che costituisce uno dei più rilevanti patrimoni storico architettonici di Reggio Emilia, le sale dei chiostri hanno accolto molte mostre di artisti famosi ed emergenti. Noi vogliamo consigliartene 3 in particolare:

  • l’artista francese Justine Emard ha proposto “La notte dei tempi“, il cui titolo si ispira ad un romanzo scritto da René Barjavel che narra di una spedizione francese in Antartide alla scoperta delle rovine di una civiltà di 900.000 anni fa, antica ma più avanzata della nostra civiltà attuale. L’obiettivo di questa mostra consiste nel creare dei collegamenti immaginari con le origini della civilizzazione attraverso frammenti del passato e visioni del futuro. La mostra è composta da cinque progetti diversi che sono The Birth of the Robots (La nascita dei robot), The Ice People (La gente dei ghiacci), Reborn (Rinato), Co(AI)xistence (gioco di parole tra “coesistenza” e “intelligenza artificiale”) e Soul Shift (Spostamento d’anima), tra installazioni video e foto stampate. Noi siamo rimaste completamente incantate dal binomio vita ed intelligenza artificiale, interagendo con luce e suoni. Con la sua arte, Justine Emard esplora il punto d’incontro tra la robotica e gli oggetti, attraverso esperienze di deep-learning e dialoghi e interazioni tra uomo e macchina: assolutamente consigliata;

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@Irene Ferri, Justine Emard ai Chiostri di San Pietro

  • salendo al secondo piano dei Chiostri di San Pietro abbiamo visitato la mostra fotografica dell’artista cinese Pixy Liao, intitolata “Experimental Relationship“. Durante la sua infanzia, ha sempre pensato che avrebbe amato un uomo più adulto e potente, che le avrebbe fatto da mentore e anche protettore. Le sue convinzioni sono state smentite dall’arrivo di Moro, il suo attuale fidanzato più giovane di alcuni anni: insieme hanno iniziato ad inscenare tanti tipi di situazioni davanti alla fotocamera. La domanda a cui Liao ha cercato di rispondere è questa: cosa succede se l’uomo e la donna si scambiano i ruoli sessuali e di potere? I suoi scatti, oltre a custodire una delicatezza assolutamente unica, sono una fonte di riflessione che va oltre la cultura e i confini geografici. Non avevamo mai visto una sua mostra dal vivo e scoprirla nella nostra città è stato un autentico regalo;

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@Pixy Liao

  • la terza mostra che ti consigliamo di non perdere è “Photographic Universe” del giovane fotografo giapponese Kenta Cobayashi. A differenza di molti altri, secondo lui la fotografia è uno strumento che favorisce la realizzazione di immagini mutevoli, senza alcuna pretesa di fissità temporale. Grazie alla manipolazione digitale, ci si può dedicare ad un processo di reinvenzione della realtà: le sue immagini ripercorrono le tematiche ricorrenti del suo lavoro che sono tecnologia, fantascienza, intelligenza artificiale e nuove generazioni. Anche l’allestimento è stato pensato in ogni dettaglio, creando un effetto molto immersivo: mostra consigliatissima.

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@Travel on Art, Kenta Cobayashi ai Chiostri di San Pietro

Mostra di Larry Fink a Palazzo da Mosto

Conclusa la visita ai Chiostri di San Pietro, ti consigliamo di dirigerti verso Palazzo da Mosto che è un’altra sede del festival di grande bellezza. Qui è stata allestita la mostra “Unbridled Curiosity” di Larry Fink, maestro della fotografia americana e dei ritratti in bianco e nero con oltre 90 scatti che vanno dagli anni ’60 ad oggi. L’obiettivo è quello di evidenziare con grande potenza il legame tra i luoghi, le persone e lo stesso fotografo, che è sempre stato animato da una curiosità inesauribile che lo porta a ritrarre e raccontare ogni dettaglio che lo circonda. Dalle battaglie civili ai combattimenti di pugilato, senza dimenticare le star di Hollywood: lo stesso artista ha definito la sua vita come “un viaggio sconnesso attraverso molte esperienze e sensazioni, una vera testimonianza di curiosità sfrenata”.

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@Larry Fink

Mostra di Jaakko Kahilaniemi nei sotterranei del Teatro Valli

Non avevamo mai avuto l’opportunità di visitare i sotterranei del Teatro Valli, ma proprio quest’anno sono diventati una delle location di Fotografia Europea 2019. Premetto che essendo io claustrofobica, non amo particolarmente gli spazi bui sottoterra, ma l’allestimento della mostra dell’artista finlandese Jaakko Kahilaniemi valeva lo sforzo. “Hectares of Understanding” è il suo tentativo di entrare in relazione con l’area forestale di 100 ettari che ha ereditato nel 1997, inizialmente senza provando per essa alcun interesse. Le recenti esplorazioni nella foresta e nel mondo della conservazione dei boschi invece sono riuscite a suscitare in lui l’amore verso questa proprietà che fino a poco tempo prima sentiva estranea: la fotografia per lui è una porta per raggiungere l’essenza dei suoi pensieri e della sua immaginazione e ci è riuscito con grandissimo stile!

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@Jaakko Kahilaniemi

Mostra di Vincenzo Castella in Sinagoga 

La Sinagoga è una splendida location di Fotografia Europea 2019 e abbiamo avuto la fortuna di visitarla in solitaria, la mattina di Pasqua. Appena varcata la soglia, siamo state conquistate dalle foto di maxi formato di Vincenzo Castella che ha esposto il suo progetto più recente “Urban Screens. Qui potrai ammirare una vegetazione al contempo addomesticata e inconoscibile, in cui si riflette sul rapporto dell’uomo contemporaneo con l’elemento naturale: al centro della sinagoga ci sono due schermi che presentano un ulteriore evoluzione del processo visivo. Una tappa molto suggestiva di questo festival!

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@Travel on Art, Vincenzo Castella in Sinagoga

Mostra di Horst P. Horst a Palazzo Magnani

Quella di Horst a Palazzo Magnani è una mostra che incanta, per questo abbiamo deciso di dedicarle un articolo ad hoc che puoi leggere qui. Il fotografo tedesco, naturalizzato statunitense, ha creato nella sua vita autentici capolavori coniugando eleganza, modernità e ricerca. Dagli scatti agli intellettuali francesi degli anni ’30 a quelli per Vogue e Harper’s Bazaar che lo hanno reso protagonista indiscusso della fotografia di moda mondiale: la sua vita è stata un concentrato esplosivo di emozioni che ha saputo trasmettere attraverso le sue foto. Un grande maestro che ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di ammirare dal vivo almeno una volta!

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