Villa Panza: storia, collezione permanente e guida alla visita

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Villa Panza: storia, collezione permanente e guida alla visita

Cosa succede quando una vita è innamorata dell’arte? Che questa viene mossa da un irrefrenabile impulso alla ricerca del bello. Chi è preso da questo spirito lascia che gli artisti e le loro opere facciano breccia nel suo cuore – e nel suo portafoglio. Questa categoria di esseri umani si chiama collezionista e oggi voglio parlarti di uno di loro, Giuseppe Panza di Biumo. Mentre passeggiavo per le sale di Villa Panza, ho incontrato una guida volontaria del FAI (la villa è stata donata al FAI nel 1996 da Giuseppe e Giovanna Panza di Biumo) a cui ho chiesto di raccontarmi come e dove è nata la passione per l’arte di Giuseppe Panza. Qui ti racconto la vita di questo grande collezionista, la storia di Villa Panza e tutti i consigli per visitarla.

Giuseppe Panza: vita di un collezionista

Giuseppe Panza ha avuto l’occasione di conoscere l’arte fin dalla più tenera età, quando uno zio lo portava spesso con sé in giro per mostre e gallerie. Finita la guerra e colpito dalle novità provenienti dagli USA, nel 1946 ha iniziato a interessarsi all’arte americana; interesse che è culminato in un viaggio negli Stati Uniti nel 1954. Ecco perché, nella collezione permanente di Villa Panza, vedrai perlopiù opere appartenenti ad artisti americani, salvo alcuni nomi italiani, tra cui Ettore Spalletti. Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dall’apertura della villa e decimo anniversario della scomparsa del Conte e il FAI ha voluto riproporre l’allestimento originale e integrale come era stato immaginato su progetto di Giuseppe Panza. Ma ora, passiamo direttamente alla Villa e alla collezione che ospita.

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@Fai, Villa Panza

Villa Panza: collezione di arte contemporanea e visita

Villa Panza si trova sul colle di Biumo a Varese, in un quartiere silenzioso ed elegante, a cui si accede dopo aver percorso una ripida stradina affiancate da abitazioni signorili. La Villa ha origini settecentesche e le sue finestre si affacciano su un meraviglioso giardino all’italiana. Entriamo, facciamo il biglietto, del costo di 5 euro e con molte riduzioni previste, e la visita inizia nella corte d’onore.

Corte e piano terra

Al centro è situato un cono d’acqua di Meg Webster: un cono essenziale, geometrico, con l’acqua a raso che riflette il cielo, i muri del palazzo e i volti di chi incuriosito vi si affaccia! Nel salotto al piano terra incontriamo divani rossi di velluto, stucchi del settecento e mobili di arte contemporanea, tra cui bellissimi vasi che dialogano con le opere alle pareti di David Simpson e Max Cole. Questo originale accostamento tra antico e moderno è il file rouge della collezione di Villa Panza.

Nella sala attigua puoi visitare la sala del biliardo con i quadri monocromi di Phil Sims, artista californiano e maestro del colore. Il quadro sembra di una sola tonalità ma se ti avvicini vedrai strati di colori diversi, tante pennellate e altrettanti pigmenti che permettono questi giochi di cromie. Girando per il piano terra, ci si affaccia nei vari salottini, tra cui la sala con il pianoforte dell’Ottocento e le opere di Ford Beckman, il salottino da pranzo con alle pareti le tele nere ed ipnotiche di Max Call per giungere al Salone Impero, la grande sala da pranzo tutta disegnata dall’architetto di Napoleone, Luigi Canonica.

Al centro pende un ampio e splendente lampadario che, con la luce che filtra dalle ampie porte finestre, crea giochi di luce sul pavimento. Alle pareti, quattro grandi pannelli monocromi di David Simpson il cui colore cambia con la luce e dal punto di vista da cui li si guarda, grazie alle micro particelle metalliche delle quali sono intrisi.  Ogni opera è stata pensata per ogni stanza e ogni parete: Giuseppe Panza ridisponeva quasi con ossessione le opere per cercare la collocazione adeguata.

Primo piano

Al primo piano ci affacciamo nella ex cappella settecentesca trasformata in bagno dall’architetto lombardo Piero Portaluppi nel 1930: il marmo verde screziato bianco gioca e si adegua perfettamente con i colori degli affreschi sul soffitto. Nelle due camere da letto dei Panza troviamo opere di Ettore Spalletti: i colori pastello delle sue opere, rimandano ai colori del mare della sua regione, l’Abruzzo. Nelle gallerie, panche barocche, un cassone del 1400 intarsiato su disegno del fratello di Masaccio e altre opere di David Simpson. In fondo il salotto rosso, la sala da pranzo e lo studio di Giuseppe Panza. Qui, la ricerca di accostamenti si fa ancora più interessante e audace: arredi del cinque e seicento, quadri monocromi di Phil Sims e Ruth Ann Fredenthal e una collezione di arte primaria africana e centroamericana.

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@Fai, Villa Panza

Rustici

Dagli ambienti di casa si passa ai rustici: qui le stanze sono dedicate agli ambienti creati da Dan Flavin che con i suoi neon colorati ripensa gli spazi e li trasforma. Il corridoio è illuminato da 207 tubi fluorescenti gialli rosa e verdi. Ogni stanza è un’immersione nella luce che offre un’esperienza unica: a volte la luce disturba, a volte rasserena. Anche le finestre che vedrai durante la visita non sono poste a caso, come si potrebbe pensare inizialmente. In fondo al corridoio, con alle spalle la potenza della luce di Flavin, la vista si acquieta godendo della porzione di cielo che si osserva dalla lunetta creata da James Turrell orientata al tramonto. Nelle altre stanze completamente bianche sono ospitate infine le opere di Robert Irwin: una parete che incornicia una finestra, senza imposte e senza vetro, che si affaccia sul giardino al punto da far sembrare quella porzione di panorama un quadro. Poi un corridoio disorientante, alterato da un impercettibile velario.

La visita termina al piano terra dove il FAI ospita mostre temporanee di artisti collezionati da Panza. Se il tempo lo permette, consiglio la visita nel parco, una passeggiata per godere le facciate esterne dalla Villa, percorrere la galleria di carpini e godere del fresco seduti su una panchina.

Perché visitare Villa Panza?

Questa è Villa Panza: non un museo ma una casa abitata le cui opere d’arte dialogano costantemente con le quotidiane esigenze di chi la abitò. È la casa di un collezionista e per questo è un po’ speciale! Panza conosce gli artisti, li ospita a casa sua e qui gli fa realizzare opere site specific partecipando alla creazione delle opere. La collezione Panza nel mondo conta 2500 pezzi tra cui alcuni presenti al Guggenheim di New York e al Moca di Los Angeles. Panza è relativamente poco famoso in patria ma più conosciuto all’estero come grande collezionista e mecenate. Questa villa non è solo un contenitore di arte unica al mondo ma un’opera essa stessa perché dialoga con le opere all’interno e la natura all’esterno. La sua è stata una vita ricca di incontri, lunghi viaggi ma anche momenti di solitudine immerso nelle “sue” opere, allenando la vista per cogliere tutta la bellezza perché, come disse lui stesso, «vedere è un’esperienza di maturazione personale; si può inoltre dire che non si finisce mai di vedere… è un’esperienza senza fine”.


PH copertina: @FAI

 

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