Cosa succede se la street art non può andare in strada?

street art quarantena copertina

Cosa succede se la street art non può andare in strada?

È la domanda che ci siamo fatte all’inizio della quarantena da Covid-19. La street art da sempre libera e democratica, aperta e fruibile in ogni giorno dell’anno, questa volta non può più essere libera, per il semplice motivo che noi appassionati non possiamo uscire di casa e nemmeno gli artisti possono creare liberamente per le strade.

Che cosa succede quindi se la street art è costretta tra le 4 mura? Abbiamo atteso diverse settimane prima di trovare una risposta sensata, ma non avevamo dubbi sul fatto che il mondo dell’arte urbana reagisse velocissimo a questo notevole imprevisto.

Da marzo abbiamo avuto il piacere di assistere a tantissimi progetti, nati in modo spontaneo soprattutto dagli street artist, e diffusi praticamente in tutto il mondo. Alcuni progetti sono nati con un scopo di beneficenza, altri con lo scopo di sostenere l’arte e rafforzare la community di creativi di tutto il mondo, inevitabilmente in difficoltà.

In questo articolo quindi, ti portiamo alla scoperta di alcuni dei progetti di street art più interessanti, nati durante la quarantena.

Home MuralFest

Qual è il futuro dei festival di street art nel 2020?

Nessuno al momento può rispondere a questa domanda, anche se i festival di solito di svolgono in luoghi isolati o poco frequentati e in spazi aperti, ma prima di poter tornare a partecipare ad un vero e proprio evento, ci vorrà ancora del tempo.

Ha trovato però una soluzione Jacoba Nieeport, artista danese, con la sua iniziativa Home MuralFest, presentata da Void Projects. Si tratta di un vero e proprio festival di street art che si svolge dal 12 al 30 aprile e coinvolge oltre 50 artisti da tutto il mondo.

L’obiettivo è creare un’opera tutti insieme, ma separati: ciascun artista infatti realizza un murales presso il proprio spazio, che sia casa, uno studio o un muro esterno della propria abitazione. Dai loro luoghi di isolamento, creano interventi dal vivo volti ad esplorare i limiti imposti da questa situazione.

Tutto ciò che di solito viene realizzato in spazi pubblici, ora viene fatto in spazi privati, ma visibili comunque da tutto il mondo. Noi appassionati infatti possiamo seguire il profilo Instagram Void Porjects e l’hashtag #homemuralfest per vedere i video e le foto del making of dei muri di tutti gli artisti coinvolti.

La tecnologia quindi, riesce a riportare la street art a livello globale e ad essere libera, fruibile in ogni momento, seppur fisicamente situata in luoghi privati ed inaccessibili.

Tra gli artisti che partecipano al progetto ci sono Axel Void, Bifido, Gonzalo Borondo, Nemo’s, TWOONE, Medianeras, Jacoba Nieeport e tantissimi altri.

street art quarantena home muralfest

@Void Projects

Coloravirus

Già il nome è un programma: Coloravirus è il progetto dell’associazione culturale Il Cerchio e le Gocce, supportato da Caravan Set Up, che riunisce 80 artisti italiani per la creazione di disegni in bianco e nero, da colorare.

Il risultato è uno sketchbook di 160 disegni, digitale e scaricabile gratuitamente, dedicato ai bambini, ma anche agli adulti. Hanno partecipato al progetto artisti come Giulio Vesprini, Kiki Skipi, Mr. Fijodor, Camilla Falsini, Andrea Casciu, Corn 79 e tanti altri.

Coloravirus è stato ideato come passatempo in un momento di staticità e lentezza come quello della quarantena.

street art quarantena coloravirus

@Coloravirus, Il Cerchio e le Gocce

Abstract Shutters Challenge

Un esperimento che va avanti da anni coinvolgendo tantissimi street artist da tutto il mondo: il progetto Abstract Shutters potrebbe trarre in inganno per quanto è verosimile. Tre serrande situate in rue Longue a Lione sono personalizzate virtualmente (in modo astratto) dagli artisti che possono sfogare la propria creatività in questa prova digitale di arte urbana.

Hanno partecipato tantissimi creativi come Giulio Vesprini, Clement Laurentin, Loodz e molti altri: ti consigliamo assolutamente di seguirli sul canale Instagram!

Banksy e lo smart working + opera Bristol con mascherina

Poteva forse mancare all’appello sua maestà Banksy che a in quarantena proprio non sa starci! La sua ultima foto pubblicata su Instagram ritrae il bagno di casa invaso dalla sua follia artistica con specchi storti, carta igienica ovunque, topi dipinti disseminati e un copy indimenticabile: “My wife hates when I work at home.” Letteralmente: mia moglie odia quando lavoro a casa.

Proprio qualche settimana fa, sempre a proposito di una Banksy e di una delle sue opere più belle che abbiamo avuto il piacere di vedere durante il nostro viaggio a Bristol, una notizia ha fatto il giro del mondo. La Ragazza con l’orecchino di Banksy ora porta la mascherina, diventata simbolo della pandemia di Coronavirus di questi mesi: chi sarà l’artefice?

Leggi anche: Guida alla street art di Bristol

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. . My wife hates it when I work from home.

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Aste benefiche 

Non sono mancati anche i progetti di street art legati alle aste benefiche: due esempi, che non se ne vogliano quelli che non citiamo ma non li conosciamo tutti,  sono quelli di Pennelli Ribelli e Uovo alla Pop.

L’asta straordinaria “Uniti per l’Appennino” di Pennelli Ribelli ha avuto l’obiettivo di sostenere chi ha incontrato maggiori difficoltà durante queste settimane di emergenza sanitaria: sono stati tantissimi gli artisti e i creativi che hanno partecipato inviando gratuitamente le loro opere e alcune in particolare erano splendide, come quella di Kiki Skipi.

Un’altra asta che abbiamo seguito con piacere è stata quella organizzata dalle ragazze della galleria Uovo alla Pop, super attive sui progetti di street art nella loro Livorno. Con la call for artist ‘Tomorrow’s walls‘ hanno selezionato 40 opere con le quali hanno allestito una mostra virtuale: il ricavato delle opere messe all’asta è stato destinato interamente al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Livorno.

Leggi anche: Progetti di street art a Livorno

Proiezioni e street art

E se la street art illuminasse le case?

D-Sign of light è una idea davvero bellissima dello street artist padovano Andre Roulè, che ha iniziato a proiettare, direttamente dalla finestra della sua stanza, frasi ed animazioni sulla facciata dell’edificio di fronte. Queste performance sono poi sbarcate sui social, conquistando sia il pubblico che molti altri street artist locali che hanno deciso di contribuire. Roulè ha quindi raccolto una serie di disegni di luce di diversi autori, che proietta con regolaritàa partire dalla serata di venerdì 3 aprile, fino a quando la quarantena non sarà conclusa.

Al progetto D-Sign of light hanno aderito tutti i più noti street artist della scena padovana come Alessio-B, Kenny Random, Tony Gallo e molti altri. Grazie all’eco del progetto, gli artisti coinvolti nel progetto hanno deciso di organizzare un’asta di beneficienza donando una trentina di opere uniche tra tele e stampe, per raccogliere fondi da destinare direttamente alla Terapia Intensiva dell’Ospedale di Padova per l’acquisto di presidi DPI (dispositivi di protezione individuale) e respiratori.

Anche le street artist Lediesis hanno istituito il Street Art Flash Mob, il 13 aprile alle 21 in tutta Italia. Tutte le persone che avevano un proiettore in casa sono state invitate a proiettare sui muri delle città le più celebri immagini di street art.

IoRestoaCasa Artisti Uniti

Un’altra iniziativa sempre di beneficenza è IoRestoaCasa Artisti Uniti, nata dall’associazione ILorazepam che ha riunito più di 100 tra street artists, writers, tatuatori e illustratori nella creazione di t-shirt in vendita online. L’intero ricavato è interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana.

Tra gli artisti che hanno preso parte al progetto ci sono anche Giorgio Bartocci e Sten Lex. Fino ad ora sono stati già raccolti 7mila euro.

Millo – Il cuore sopra tutto

Anche lo street artist Millo si è messo al lavoro per contribuire concretamente nella lotta contro il Covid-19 e l’ha fatto realizzando una nuova opera intitolata “Il cuore sopra tutto”. Dell’opera sono state realizzate diverse stampe, tutte firmate dall’artista, che sono state vendute al pubblico, devolvendo l’intero ricavato all’Ospedale di Pescara.

street art quarantena

@Millo

La street art in quarantena non si ferma e la cultura e la creatività, siamo fermamente convinte, che siano due risorse fondamentale per uscire nel migliore dei modi possibili da questa crisi mondiale!

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