Street art a Torino: lista dei muri da vedere

Street art a Torino: lista dei muri da vedere

Che la street art a Torino fosse straordinaria lo sapevamo da tempo, ma durante il nostro viaggio estivo abbiamo avuto la possibilità di lasciarci conquistare in prima persona sia da alcuni luoghi che da numerosi progetti di arte urbana. Torino è la città urban per eccellenza, in cui architettura industriale e opere di arte contemporanea si mescolano alla perfezione, valorizzando ancora di più il già noto patrimonio culturale locale. La guida che abbiamo scritto è in continuo work in progress perché per i prossimi mesi abbiamo previsto nuove tappe alla scoperta di altre opere, ma intanto vogliamo consigliarti quali sono i muri che secondo noi non puoi assolutamente perderti. Partiamo!

Street art a Torino: i progetti più interessanti

Prima di tutto è importante dirti che il Comune di Torino ha deciso di investire nell’arte urbana già nel 1999, ponendosi quindi tra i pionieri della street art attraverso il progetto Murarte, che ha portato poi allo sviluppo di PICTURIN, festival di arte urbana. Torino è una città dagli spazi ampissimi, in cui parchi ben curati lasciano lo spazio ad autentici tesori del centro, come la Mole Antonelliana e Piazza Castello, senza dimenticare alcuni musei come la GAM, il Castello di Rivoli, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e molto altro.

Leggi anche: 5 cose da vedere a Torino, la nostra guida creativa

In questa guida però abbiamo deciso di concentrarci sui progetti legati all’arte urbana, in modo che tu possa avere a disposizione una lista di muri che valgono la visita. La nostra selezione inizia dal luogo in cui abbiamo lasciato il nostro cuore, il Parco Dora, e prosegue con il MAUA, il MAU, il progetto firmato Lavazza e altre opere che si sono sviluppate negli anni e che hanno reso Torino la destinazione perfetta gli appassionati d’arte contemporanea.

Parco Dora 

Se vuoi goderti la street art a Torino, la prima tappa è sicuramente il Parco Dora che è situato nella prima periferia nord della città ed è diventato un vero spazio collettivo al servizio di un nuovo quartiere. Il parco postindustriale Dora contribuisce a recuperare una delle più grandi aree dismesse della città, fino agli anni Novanta occupata dagli stabilimenti Fiat e Michelin, ed è diventato uno spazio multifunzionale con skatepark, aree per bambini, zone fitness, aree per cani e molto altro ancora. Il progetto è stato realizzato dal gruppo diretto da Peter Latz ed è uno dei più importanti e recenti esempi italiani di bonifica, recupero e riqualificazione urbana di aree industriali dismesse.

street art torino parco dora dettaglio

@Travel on Art, Parco Dora Torino

Non appena abbiamo parcheggiato l’auto e ci siamo immerse in questo luogo ne siamo rimaste conquistate: oltre a noi erano presenti tantissime famiglie con bambini, gruppi di ragazzini che si avvicinavano allo skateboard per la prima volta, pattinatrici, sportivi, giovani che si dedicavano alla realizzazione di nuove tag, tantissimi cani e molto altro ancora. Il Parco Dora però non è abitato solo da persone e animali, ma anche da tantissime opere d’arte di artisti famosi come Corn 79, Pupo Bibbito, Etnik, Mr Fijodor e Graphic Surgery, 2501 e V3rbo.

Se vuoi concederti qualche ora immerso nella pura bellezza, tra natura e opere di urban art, questo è il luogo perfetto per te!

MAUA di Torino

Un’altra chicca imperdibile per gli appassionati di street art a Torino è il progetto MAUA che è un museo di arte urbana aumentata nato come programma per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie solitamente estromesse dai processi creativi. Dopo l’esperienza iniziale di Milano, si è insediato anche a Torino proponendo di contribuire alla già presente attività del MAU, Museo di arte urbana, per agire sulla sfera sociale con soluzioni creative e inclusive.

Per visitare il MAUA è disponibile l’app Bepart che consente di vivere l’esperienza di visita non solo nel modo più tradizionale, cioè ammirando l’opera, ma anche tramite le tecnologie di realtà aumentata che animano e trasformano ogni muro, semplicemente inquadrandolo con lo smartphone, in un lavoro di digital art. La prima opera che abbiamo avuto il piacere di vedere con la realtà aumentata è stata quella di Millo e ne siamo rimaste entusiaste: nelle nostre Instagram Stories in evidenza puoi capire “dal vivo” di che cosa stiamo parlando”.

Leggi anche: Dove trovare 10 opere di Millo

street art torino millo

@Travel on Art, opera Millo

Il MAUA inoltre offre a studenti e giovani creativi la possibilità di partecipare a dei workshop sulla realizzazione di contenuti digitali, di realtà aumentata e di fotografia, al fine di coinvolgere il più possibile la comunità dei residenti della zona nella creazione di questo innovativo progetto.

Sui muri esterni del Teatro Colosseo puoi ammirare alcune delle opere più interessanti che prendono vita con la app sono queste:

  • Black Machine di Nevercrew è la prima opera animata in realtà aumentata grazie al progetto Bepart e ha un impatto visivo sbalorditivo perché la pittura mette in luce i devastanti danni del global warming attraverso un maestoso orso polare dalle zampe annerite dal petrolio;
  • Le sedie di Nevercrew rappresentano un macchinario che contiene oggetti di uso comune e tecnologici uniti a strutture geometriche. Tutte le parti comunicano tra loro nonostante non siano connesse: questo meccanismo è come la trasfigurazione di un organismo vivente alla ricerca della sua armonia;
  • Assenza di segnale di Zedz, artista olandese che amiamo, è un altro dei capolavori sulle mura esterne del Teatro Colosseo che si ispira ad una interpretazione di San Salvario, quartiere in cui si trova la facciata. Zedz ha riprodotto la sua personale visione di integrazione fra cittadini e urbanistica;
  • un’altra opera che ti consigliamo di non perdere è Habitat di Millo sul muro della casa d’abitazione di corso Vigevano 2, che fa parte del progetto B.ART – Arte in Barriera. Millo, vincitore del concorso con la sua opera “Habitat”, ha trasformato 13 facciate cieche di Barriera di Milano in altrettante opere di arte pubblica legate da un unico comune denominatore che è il rapporto tra l’uomo e il tessuto urbano.

street art torino nevercrew

@Travel on Art, opera Nevercrew

MAU di Torino

Il MAU- Museo d’Arte Urbana di Torino è il primo progetto in Italia che nasce con lo scopo di creare un insediamento artistico permanente all’aperto, all’interno di un grande centro metropolitano: una sorta di “paese delle meraviglie nella città” nato anche grazie al consenso ed al contributo fondamentale dei suoi abitanti.

Lo scopo principale è stato quello di riqualificare il territorio a livello sociale, urbanistico e architettonico utilizzando come elemento di distinzione l’arte urbana e chiedendo ai cittadini del luogo di concedere le pareti dei propri immobili per la realizzazione di opere di street art condivise e permanenti. Questa scelta ha sicuramente contribuito a rendere Torino una città attenta all’arte in tutte le sue sfumature, alla relazione importante che costruisce con il territorio e alla sua dimensione pubblica da garantire in una libera fruizione. Attualmente il MAU ospita innumerevoli opere di street art, che vanno dai muri con cui vari artisti hanno colorato l’intero Borgo Antico, alle “panchine d’autore” di Vito Navolio, dalle gallerie commerciali che alternano opere a negozi, alle opere degli studenti dell’Accademia e di altre istituzioni didattiche.

Leggi anche: Guida all’urbex in Italia

street art torino zed one

@Travel on Art, opera Zed 1

Progetto Lavazza: TOward 2030

Torino è un museo a cielo aperto e te ne accorgerai al primo sguardo. Recentemente è stato creato un progetto che ha avuto moltissima risonanza: conosci TOward 2030? L’obiettivo è coniugare street art e impegno sociale, trasformando Torino in portavoce e simbolo vivente dei Global Goals delle Nazioni Unite in tema di sviluppo sostenibile. Il grande progetto è stato voluto dalla Città di Torino e da Lavazza, in collaborazione con Asvis: 18 street artist internazionali hanno realizzato in 18 diversi luoghi della città, 18 opere corrispondenti ai 17 Sustainable Development Goals più uno ideato da Lavazza.

Noi abbiamo avuto la possibilità di visitare numerosi di questi muri e tra quelli che visivamente ci hanno conquistato di più ci sono stati:

  • il muro anamorfico di Truly, in piazza Cesare Augusto, intitolato CULTUS e dedicato alla lotta alla fame;
  • il muro dedicato alla gender equality di Camilla Falsini, in Corso Belgio 79, intitolato La Città delle Dame che è un omaggio alla figura di Christine de Pizan, la prima scrittrice donna di professione e considerata la prima femminista della storia;
  • il muro di Fabio Petani, in via Plana 10, dedicato alla riduzione dell’ineguaglianza all’interno delle Nazioni e fra di esse. In quest’opera le forme geometriche si mescolano con gli elementi botanici creando un’alchimia armonica straordinaria;
  • il muro di Zed One, in Lungo Po Antonelli 15, che riguarda il goal 1 con l’obiettivo di eliminare ogni forma di povertà nel mondo. Quest’opera raffigura un borsello aperto con al suo interno un terreno: nel punto più esposto al sole, nascono piante e una rosa. Dentro la rosa, un omino regge una moneta per simboleggiare che solo le azioni virtuose, svolte alla luce del sole, conducono alla bellezza;
  • il muro di Mr Fijodor, in Corso Regina Margherita 140, che rappresenta il goal 14 dedicato alla cura e alla preservazione di oceani e mari. L’artista ha scelto come protagonista una balena che rappresenta la fragilità dell’ecosistema marino ed è portavoce dello sfruttamento da parte degli uomini.

Sul sito di Lavazza, nella sezione dedicata a TOward 2030, puoi vedere l’elenco completo dei muri e gli indirizzi a cui trovarli: questo itinerario è sicuramente un ottimo inizio per chi vuole visitare la street art a Torino.

street art torino lavazza progetto

@Travel on Art, opera Truly

Ultime pillole

Tra i muri da non perdere infine ci sono:

  • Ericailcane sulle pareti del centro culturale italo-arabo in via Fiocchetto;
  • Aryz sulla facciata nord della sede universitaria di Palazzo Nuovo;
  • Roa sulla parete di un palazzo in Lungo Dora Savona 30;
  • Mr. Thoms sul muro dell’Istituto Fattori di via Castellino, 10;
  • Hiroshima Mon Amour di Corn79 e Mr.Fijodor.

La street art a Torino è un’esperienza che permette di immergersi in una città in bilico tra passato e futuro, sempre pronta a cogliere nuove sfide e stupire i suoi abitanti e i viaggiatori di passaggio. Torino non è una città semplice al primo sguardo, ma più la conosciamo più ci conquista con il suo stile controverso, sempre ispirante e ricco di contraddizioni di cui è impossibile non innamorarsi. Per questo, ad ogni prossimo viaggio, aggiorneremo questa guida con nuovi muri, nuovi luoghi e nuovi consigli!

Leggi anche: Itinerario alla scoperta dell’arte contemporanea nelle Langhe

 

 

2 Comments
  • Lorentz
    Posted at 18:52h, 30 Agosto Rispondi

    Bel articolo. Mi permetto di inserire il link riguardante una buona parte delle opere presenti almeno dal 2015 a Torino.

    • Anastasia Fontanesi
      Posted at 17:54h, 12 Ottobre Rispondi

      Grazie Lorenzo per la tua segnalazione!

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