smach land art dolomiti

SMACH 2019: il progetto di land art sulle Domiti

Scoprire nuovi progetti d’arte, ideati e sviluppati in particolare in Italia, ci rende molto felici e quest’anno una delle sorprese più interessanti è stato il progetto SMACH. Ma di che cosa si tratta? È un progetto di land art che ha il grande merito di unire arte e natura, attraverso un processo di valorizzazione reciproco che regala allo spettatore un’esperienza assolutamente indimenticabile. Durante questo caldo agosto 2019 ci siamo dirette a San Martino in Badia, in provincia di Bolzano, per conoscere i founder di SMACH e lasciarci conquistare dalla sua bellezza dirompente: partiamo insieme per questo viaggio unico.

Leggi anche: Che cos’è la land art?

SMACH: il progetto

SMACH è nato nel 2012 ed è una mostra biennale estiva, della durata di circa 2 mesi, basata sulla combinazione arte e natura. Nel 2018 è stata fondata l’associazione culturale senza scopo di lucro SMACH, ma qual è l’obiettivo del progetto? I founder, Michael Moling, Katy Moling e Gustav Willeit, avevano e hanno un obiettivo preciso: favorire e implementare il turismo culturale nella Val Badia, creando un percorso di valorizzazione delle Dolomiti attraverso opere site specific di artisti provenienti da tutto il mondo.

Si parte con una call to artist che prosegue poi con la selezione degli artisti realizzata da una giuria di importanti professionisti del settore dell’arte. Una volta individuati gli artisti verso la fine della primavera si procede con la realizzazione delle opere in luoghi d’interesse storico-culturale nei comuni di San Martino in Badia e San Vigilio di Marebbe.  Ogni opera ha una mission precisa: innescare l’interesse delle persone per l’arte, valorizzando l’area delle Dolomiti in cui sono immerse. Attraverso un dialogo tra arte e natura, gli artisti vogliono promuovere una coscienza approfondita e continua degli aspetti storici, culturali e tradizionali di quest’area e dobbiamo dire che, a nostro avviso, ci sono riusciti.

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@Travel On Art, parco naturale Puez Odle

SMACH 2019: le 10 opere

L’edizione SMACH 2019, visitabile fino all’8 settembre, ha portato in Val Badia artisti provenienti da diversi paesi del mondo, tra cui spiccano Cina e Messico, Iran e Irlanda e molti altri. La giuria ha avuto l’arduo compito di selezionare 10 progetti tra gli oltre 500 ricevuti durante la call e il risultato finale è a dir poco suggestivo. Durante il nostro soggiorno di 3 giorni a San Martino in Badia, siamo riuscite a vedere 6 delle 10 opere realizzate e di seguito ti sveliamo che cosa ogni singolo artista ha voluto comunicare:

  • raggiunta la frazione di Piccolino, di fianco al supermercato MPreis, si trova Garden di Qai Jiang Hew. L’artista cinese ha creato una sorta di roseto, immerso in uno splendido campo, piantando nel prato dei pali con inseriti dei panni rossi drappeggiati che si muovono con il vento, regalando un suono che si unisce perfettamente alla natura. Questo è un chiaro riferimento al massiccio del Catinaccio, che in lingua tedesca è chiamato Rosengarten, cioè giardino delle rose: inoltre la scelta del colore non è casuale perché il rosso è rilevante per le Dolomiti, tanto da essere al centro della saga di Re Laurino, e anche per l’artista che lo considera un colore di buon auspicio. NB: quest’opera può essere raggiunta comodamente in auto;

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@Travel On Art, Garden di Qai Jiang Hew

  • la seconda opera di SMACH 2019 che abbiamo visto si intitola The Sun e si trova davanti al Museo della cultura Ladina, perfettamente inserita nel contesto paesaggistico di riferimento. Gli artisti iraniani Alemeh e Shahed Mohammadzadeh hanno realizzato una composizione di 3 cerchi monocromatici, di tre colori diversi, blu, rosso e giallo, ovvero tre colori primari. Nel Mazdeismo persiano la sfera del sole è la finestra attraverso la quale la luce divina irradia il mondo e la scelta di scindere la luce bianca del sole nelle sue tre componenti cromatiche vuole evocare le svariate triadi possibili (nascita/vita/morte, intelletto/corpo/anima, passato/presente/futuro, e tante altre). NB: quest’opera può essere raggiunta comodamente in auto;

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@Travel On Art, The Sun di Alemeh e Shahed Mohammadzadeh

  • la terza opera, dislocata in più parti della Valle dell’Arte ( devi seguire le indicazioni per Val dl’Ert dopo il Museo della cultura ladina) è stata realizzata dall’artista Demian Keihsler che ha scritto una poesia e l’ha frazionata in sei parti per issarle rispettivamente su altrettanti pali, disseminati sul territorio in ordine sparso. La poesia è autobiografica e lambisce campi semantici che hanno a che fare con la lingua, il territorio e l’identità. NB: il primo capitolo di quest’opera può essere raggiunto in pochissimi minuti a piedi, ma se vuoi vederla tutta devi concederti una passeggiata di circa 20/30 minuti, fino alla Valle dell’Arte;

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@Travel On Art, Demian Keihsler

  • la quarta opera che abbiamo visto si intitola Ferner ed è stata realizzata dall’artista austriaca Elisabeth Eiter. Si tratta di un’opera site specific: l’artista ha prelevato alcuni blocchi di neve nella zona, li ha portati a Pares e li ha ricoperti di gesso. L’incontro di questi due elementi ha provocato una inversione delle rispettive caratteristiche: il gesso si è indurito sprigionando calore che ha fatto sciogliere il ghiaccio, rivelando così la sagoma del suo negativo. NB: quest’opera di trova a Lungiarü e, dopo aver parcheggiato l’auto, devi seguire le indicazioni per la località Pares, bastano 10-15 minuti di passeggiata;

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@Travel On Art, Elisabeth Eiter

  • la quinta opera che ti sveliamo, assolutamente una delle nostre preferite, si trova ad Antermëia ed è stata realizzata da Conor McNally. Intitola Ciasa, quest’opera rappresenta una riduzione della struttura di contorni di una casa, svelata attraverso la sua forma più elementare e semplificata. Così ogni escursionista può godere di uno spazio delimitato in cui sostare e riposare, protetto da una sensazione di sicurezza: molto poetica e suggestiva. NB: dopo aver raggiunto in auto Antermëia, segui il percorso che indica la località Pra de Pütia: in 30/40 minuti di passeggiata (di andata) potrai godere di uno spettacolo meraviglioso;

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@Travel On Art, Ciasa di Conor McNally

  • la sesta opera che abbiamo ammirato in prima persona è quella che ci ha richiesto un maggiore sforzo fisico, ma il risultato finale è valso ogni fatica. Homestead di Arianna Moroder consiste in una composizione di maglioni colorati posti a terra in una sintesi armoniosa. Da circa 10 anni l’artista colleziona pullover di persone che ha conosciuto nel corso della sua vita e che, per quest’opera, ha ricucito tra di loro. Ogni singolo pezzo rappresenta il tassello di un mosaico che si fonde alla natura, creando un contrasto cromatico unico. Esposti alle intemperie, nel giro di pochi mesi i maglioni sbiadiranno e si instaurerà una simbiosi con il prato circostante: sarebbe bellissimo poter assistere a questo cambiamento. NB: dopo aver raggiunto in auto Antermëia, segui il percorso che indica la località Chi Jus. La salita richiede una camminata di circa 1 ora e 30 minuti (solo andata), ma il panorama è assolutamente indimenticabile.

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@Travel On Art, Homestead di Arianna Moroder

Tra le opere che non siamo riuscite a vedere, per problemi di tempo e di mancato allenamento fisico alle salite ripide in montagna ci sono:

  • l’installazione Junìn dell’artista messicano Anuar Portugal che ha rappresentato delle sedie disposte in modo tale che i sedili formino un arco. Lo spettatore può scegliere su quale sedia prendere posto e l’accoglienza varierà in base alla collocazione dell’opera. Per raggiungere quest’opera servono tra le 2 ore e mezza e le 3 di camminata, comprensiva di salita e discesa;
  • l’opera IN ME di Isabell Pitscheider è stata posizionata sul Lago di di Limo sull’altopiano del Fanes, sipario delle leggende e dei miti ladini. Questa tavola di legno fluttua sullo specchio del lago in balia di onde e vento e resta esposta alle intemperie durante tutta l’estate. Sulla tavola sono incise due parole – IN ME – e si possono leggere sia in inglese che in italiano. Per raggiungerla servono circa 3 ore e 30/ 4 ore di camminata, comprensiva di salita e discesa;
  • Vague è l’installazione realizzata dal gruppo artistico VOLNA ed è composta da ventisette dischi di vetro appesi ad un semicerchio di acciaio. Posizionato in un punto panoramico, lo spettatore guarda attraverso i vetri che, grazie ad un dispositivo alimentato da un pannello solare, cambiano continuamente la loro opacità/trasparenza. Anche quest’opera si trova sull’altopiano del Fanes, quindi ti consigliamo di vederla insieme a IN ME;
  • Quotes, dell’artista ucraino Nazar Bilyk, consiste in 2 virgolette in coppia che sono un segno tipografico semplice e universale, usate solitamente in scrittura per indicare citazioni, oppure per segnalare che alcune parole sono da intendere con particolari sfumature di significato. Posizionandole a cornice di un idilliaco paesaggio alpino, con tanto di casolare della malga di Senes, l’artista invita tutti noi a riflettere sull’importanza del linguaggio. Per raggiungerla servono circa 3 ore e 30 di camminata, comprensiva di salita e discesa.

Per raggiungere in auto e poi a piedi tutte le opere di SMACH 2019, ti consigliamo di andare sul sito di SMACH e cliccare sulla immagine di ogni singola opera: scorrendo verso il basso troverei la voce “come raggiungere la location” grazie all’app OUTDOORACTIVE. Ti consigliamo di scaricarla e seguirla per non rischiare di sbagliare percorso.

SMACH e la Val dl’Ert

Per visitare le opere site specific di ogni edizione di SMACH hai circa 2 mesi di tempo, ma i founder hanno avuto un’ottima intuizione realizzando la Val dl’Ert, dal ladino Valle dell’Arte, che è un parco di sculture situato nella località di San Martino in Badia. Si tratta della mostra permanente delle sculture acquisite durante le ultime edizioni del concorso d’arte SMACH, inserite in uno splendido bosco alpino aperto al pubblico e visitabile anche con gli amici a 4 zampe. I visitatori possono trascorrere alcune ore in mezzo alla natura incontaminata e al silenzio: le opere esposte sono state selezionate fra quelle delle edizioni passate, ma questa collezione permanente è concepita come un work in progress, arricchendosi dopo ogni edizione. Questo luogo vuole essere come un concept space aperto a diverse realtà, proponendo nei prossimi anni numerose attività culturali e ludiche.

Leggi anche: Viaggio nella land art in Italia

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@Travel On Art, Val dl’Ert

Dove dormire e mangiare a San Martino in Badia

Durante il nostro soggiorno a San Martino in Badia abbiamo apprezzato l’accoglienza amichevole degli abitanti del luogo e dei proprietari delle strutture ricettive, che hanno dimostrato sempre una particolare attenzione e disponibilità nei confronti dei viaggiatori con animali a seguito. Per questo ci sentiamo di dirti che San Martino in Badia non è la destinazione perfetta solo per le famiglie, ma anche per chi viaggia con il suo amico a 4 zampe, cosa che non possiamo dire di altri paesi della montagna che non brillano per la sensibilità dog friendly.

Se sei alla ricerca di un luogo in cui soggiornare e di qualche posto in cui scoprire i piatti tipici locali, ecco 3 consigli che vogliamo assolutamente darti:

  • la Pensione Torr è stata il nostro rifugio dalle intemperie e dalla stanchezza delle camminate. L’accoglienza del proprietario e della sua famiglia ci ha fatto sentire immediatamente a casa. Tra le cose che abbiamo apprezzato di più del nostro soggiorno qui spiccano la splendida terrazza con vista sulle montagne, l’autentica cucina casalinga e la gentilezza verso Thor, il nostro cane, che era accolto con un sorriso in ogni ambiente della struttura;
  • il Rifugio del Monte Muro è perfetto per gustare un bicchiere di succo di lampone fatto in casa e gli ottimi piatti della cucina locale, ammirando un panorama indimenticabile. Questo posto si trova vicino all’opera di Arianna Moroder ed è ideale per rilassarsi prima di intraprendere la discesa;
  • il Rifugio Munt de Fornella si trova a pochi passa dall’opera Ciasa di Conor McNally e propone ottimi taglieri di formaggi locali e piatti a base di carne. Qui i bambini hanno modo di svagarsi, nel bellissimo parco giochi in legno, e i cani sono accettati con un sorriso.

 

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