Villa Bighi tra arte e architettura: guida alla visita

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Villa Bighi tra arte e architettura: guida alla visita

A chi non è mai capitato di passeggiare per una strada di campagna e notare architetture immerse nella natura?

A me è successo tra le verdi campagne di Copparo: Villa Bighi è uno di quei tanti tesori nascosti di cui spesso ci dimentichiamo. E mentre camminavo per le sale della casa, una guida mi ha affiancata in tutto il percorso, raccontandomi il lato più umano del grande Dante Bighi. In questo articolo ti racconto la storia di Villa Bighi, la vita dell’omonimo artista e tutti i consigli per visitarla!

Dante Bighi: vita e lavoro

Già dal suo percorso di studi, Dante Bighi ha scelto di non intraprendere una vita professionale univoca, ma di voler indagare il mondo delle arti visive da angolazioni diverse. Dante Bighi è stato, prima di ogni altra professione, fotografo ed esploratore. Durante gli anni 60’, si è dedicato alle fotografie in bianco e nero e soprattutto a quelle paesaggistiche. Nella casa potrai vedere enormi scatti raccolti in preziosi “libri oggetto”, spesso ispirati dai tanti viaggi dell’artista. E, dei diversi viaggi, potrai anche ammirare i pezzi rari, riportati a casa dallo stesso Bighi e gelosamente custoditi in grandi teche di plexiglass con tanto di annotazioni e commenti spazio-temporali, come a narrare le sue avventure di vita.

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@Oscar Ferrari, Vila Bighi

L’architettura di Villa Bighi

La Villetta di Copparo è stata costruita nel 1963 e l’edificio fu prima di tutto casa, poi dimora del fine settimana, poi atelier dove discutere, pensare, produrre ed esporre vere e proprie opere d’arte contemporanea. La fabbrica di Villa Bighi è dominata dal mattone e si struttura con una forma ad “L”, generando due spazi, quello della cucina e quello della sala giorno. La sensazione che avrai entrando in casa, sarà quella di entrare in uno spazio a-temporale, di un luogo che sembra poter esistere da mille anni come da un solo giorno! L’ambiente principale è la zona giorno, luogo che separa ma che allo stesso tempo introduce a tutto il resto: ecco che il pavimento in moquette verde prato sembra creare continuità tra l’interno e il Parco esterno. Noterai come tutto si gioca tra l’accogliere e l’isolare, tra soglie e connessioni!

Museo Villa Bighi tra opere d’arte e arredi

Col passare degli anni, la Villa è diventata un contenitore di ricordi e passioni di Dante Bighi. Camminando all’interno degli ambienti, non potrai fare a meno di percepire come tutto sia disposto secondo una logica narrativa che descrive la vita stessa dell’artista. Dante Bighi, infatti, è stato un eccellente artista, designer e grafico. Lo noterai dalle lettere bianche in contrasto con la porta nera all’entrata ma ancora di più dai cataloghi di grafica a cui lui stesso ha lavorato (ha progettato loghi per PAM Supermercati, Milano Assicurazioni, Phonola, etc.). Ma il bello della collezione è che inizia nella casa e arriva fin fuori il Parco. Con l’idea del “Ready Made” di Duchamp, le opere creano un “giardino dell’arte”con pezzi di arte contemporanea, relitti marinareschi, sculture in pietra e, non ultimi, oggetti personali dell’artista, come la mitica FIAT 500, volutamente lasciata invecchiare nel Parco in memoria dell’artista.

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@Dantebighi.org

Perché visitare Villa Bighi?

Questa è Villa Bighi: grande esempio di architettura moderna voluto e disegnato da Dante Bighi. È la casa di un pensatore eclettico, non una semplice abitazione, non una casa studio, ma un luogo ibrido. La casa è ormai uno spazio espositivo, scrigno a cui affidare i tesori raccolti nei suoi numerosi viaggi per terra e per mare, riparo per l’artista e per i suoi pensieri! La Villa, visitabile gratuitamente, non solo è un museo d’arte, ma è anche un Centro Studi perfetto per ricerche e approfondimenti sulla figura di Bighi e altri suoi amici artisti. La sua è stata una vita totalmente dedicata a viaggi ed incontri, ma soprattutto a portare al massimo le passioni per cui lui viveva e per cui sempre ripeteva che: “La vita è l’unico tempo disponibile all’essere umano per lasciare dietro di sé una traccia della propria presenza terrena”.

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PH copertina Unsplash

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