Mimmo Rotella: quando lo strappo diventa arte

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Mimmo Rotella: quando lo strappo diventa arte

Hai mai pensato che lo strappo di un manifesto potesse trasformarsi in arte?

Tra gli artisti più influenti del ‘900, spicca senza dubbio Mimmo Rotella che ha saputo trasformare questo gesto in un’autentica arte. Prima Napoli e Roma, poi Parigi e l’arrivo negli Stati Uniti: è stata proprio la borsa di studio ottenuta dalla Fullbright Foundation a consentirgli di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare l’Università di Kansas City. L’incontro con artisti di fama internazionale come Pollock e Rauschenberg ha ispirato il suo modo di intendere l’arte e la realtà che lo circondava, spingendolo poi a fare il grande salto. La tecnica artistica più nota di Mimmo Rotella, il famoso “Dècollage”, è stata sperimentata per la prima volta proprio dopo il rientro in Italia, consacrandolo come artista del taglia e incolla.

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@Mimmo Rotella

Chi era Mimmo Rotella? 

Mimmo Rotella, il cui nome completo è Domenico Rotella (1918-2006) è stato un artista italiano, di origini calabresi, protagonista dei movimenti del nuovo realismo e della Pop Art.

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Nasce in una famiglia della media borghesia a Catanzaro, ma in seguito si trasferisce a Napoli e a Roma dove inizia a frequentare altri artisti del Gruppo Forma 1. La sua carriera è iniziata con opere di tipo figurativo, ma è arrivata in seguito all’astrattismo ispirandosi soprattutto alle opere di Kandinskij e Mondrian. La vera svolta però avviene quando vince la borsa di studio che lo porterà negli Stati Uniti all’Università di Kansas City, dove ha modo di prendere ispirazione dai principali componenti dell’espressionismo astratto come Pollock e Rauchenberg.

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L’illuminazione che lo porterà poi ad essere conosciuto come l’artista del décollage ha una data precisa: nel 1953 infatti Mimmo Rotella capisce che la pittura non fa più per lui e che invece il manifesto pubblicitario può essere inteso come una vera espressione artistica.

Nel corso degli anni ’60 Mimmo Rotella si cimenta anche nella realizzazione di assemblages e ready-made arrivando ad esporre le sue opere al MoMA di New York.

Non ci sono dubbi sul fatto che Mimmo Rotella sia uno dei più importanti esponenti della Pop Art italiana, ma non solo, con il suo décollage ha introdotto un nuovo linguaggio espressivo. Oggi la Fondazione Mimmo Rotella si occupa di tutelare e valorizzare la carriera e le opere di questo incredibile artista italiano.

Mimmo Rotella e la tecnica del décollage

A molti grandi artisti è capitato, almeno una volta nella vita, di vivere la famosa crisi artistica: ciò che fa la differenza è il modo di reagire. Mimmo Rotella ha dato prova di possedere una spinta creativa fortissima e, dopo il ritorno dagli Stati Uniti, si è lasciato ispirare dai manifesti strappati che vedeva passeggiando per Roma. Da quel momento ha iniziato a portarli nel suo studio e a lavorarli: il risultato sono delle tele su cui incollava uno o più pezzi di manifesti lacerati, spesso sovrapposti.

Ma il significato di questo gesto artistico qual è?

Rotella stava cercando di trovare qualche forma di innovazione artistica, visto che secondo lui “tutto ormai era stato detto”, e allo stesso tempo il suo obiettivo era dare dignità artistica ad un oggetto comune considerato di scarso valore e tolto dal suo contesto naturale.

In contrapposizione alla già nota tecnica del collage, che serve per costruire immagini e forme ritagliando pezzi di carta o altro materiale formando un unico pezzo artistico, Mimmo Rotella si dedica al décollage che serve non per costruire ma per demolire l’opera ed era lo strappo lo strumento che usava per esprimersi. Apprezzato dalla critica e considerato talvolta anche un dissacratore dell’arte, in un’intervista dell’epoca spiegò la genesi di questo suo modus operandi: un giorno, mentre passeggiava, si rese conto che alcuni manifesti pubblicitari affissi ai muri della città erano stati strappati e proprio da quegli strappi percepì una forza particolare, che restituiva nuovi colori dal fascino unico.

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@Mimmo Rotella

Il mito americano tra Marilyn Monroe ed Andy Warhol

Per più di dieci anni, Rotella si è dedicato quasi esclusivamente ai manifesti strappati, raccogliendo un buon successo e dividendo la critica. Durante gli anni ’60 però ha sperimentato anche altre tecniche tra cui gli Art-typo, che sono delle stampe scelte e riprodotte sulla tela. I suoi soggetti preferiti erano alcuni personaggi che rappresentavano alla perfezione il mito americano, come la splendida attrice Marilyn Monroe, già musa del grande maestro della pop art Andy Warhol, i cui lavori hanno influenzato la carriera dell’artista di origini calabresi.

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La sua carriera continuò con successi entusiasmanti che lo hanno portato ad esporre nei più importanti musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi e il Museum of Modern Art di New York. Un altro aspetto ammirevole dell’arte di Mimmo Rotella è il continuo desiderio di mettersi alla prova e osare: non ha avuto paura infatti di sperimentare nuove tecniche d’arte più tecnologiche. Creatività, spirito di ricerca e umanità: queste sono solo alcune delle caratteristiche che lo hanno reso una delle figure artistiche di spicco del ‘900.

Mimmo Rotella opere

Décollage, assemblage, ready-made e Art-typo, Mimmo Rotella ha spaziato tra diverse tecniche e linguaggio cercando sempre di innovare e rinnovare la propria cifra stilistica. Tra le opere più famose realizzate da Mimmo Rotella ci sono:

  • Chiquita (1979) che rientra a pieno nello stile della Pop Art rendendo protagonista dell’opera un oggetto di consumo come la banana del famoso brand;
  • Pepsi (1979) con la tecnica del décollage;
  • Marylin (1963);
  • Marlene (1964);
  • La tigre ci guarda (1990);
  • A love in Casablanca (1990);
  • Speak Up (1999)

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