Lucio Fontana e il suo mondo tra colore, spazio e segno

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Lucio Fontana e il suo mondo tra colore, spazio e segno

Lucio Fontana è uno degli artisti contemporanei più rilevanti a livello internazionale, il suo nome è diventato simbolo di una vera e propria rottura con i linguaggi artistici tradizionali. I tagli di Fontana sono diventati un simbolo, un’icona di quanto l’arte contemporanea sia dirompente e talvolta necessiti di una lettura più approfondita per comprenderne il significato.

Davanti a qualsiasi dei celebri tagli di Fontana infatti, il cliché più comune è quello del chiedersi se sia veramente arte. In questo articolo proviamo a spiegarti perché i suoi tagli sono assolutamente arte e ti racconteremo l’incredibile storia di uno dei nomi dell’arte contemporanea più importanti al mondo.

Lucio Fontana e la filosofia del Concetto Spaziale

Considerato uno dei massimi esponenti dello Spazialismo, Lucio Fontana insieme ad altri artisti, fu tra gli autori del manifesto di questo movimento.

Ma che cosa sono i Concetti Spaziali?

Si tratta di una serie di opere monocromatiche con al centro dei tagli netti verticali. Le sue tele sono squarciate, ma al contrario di come molti possono pensare non si tratta di una tendenza verso la distruzione, piuttosto di una vera e propria apertura.

Un’apertura verso l’altrove, verso nuovi linguaggi, ma anche verso nuove forme e spazi. I tagli di Lucio Fontana che si esemplificano nella sua filosofia del Concetto Spaziale vogliono interrompere la tradizione pittorica bidimensionale della tela, per lavorare sullo spazio che attraverso il taglio diventa tridimensionale.

L’impatto è dirompente e Fontana sceglie di iniziare a produrre le sue celebri opere monocromatiche con i tagli in serie, realizzandone circa 150 all’anno.

Conta l’idea. Basta un taglio

Per Fontana quindi basta un taglio sottile, realizzato con una lama affilata per cambiare in modo definitivo il linguaggio artistico conosciuto fino ad allora.

Curiosità: Fontana era solito scrivere frasi ironiche dietro alle sue tele per evitarne la contraffazione. Quindi anche il retro dei quadri di Fontana è tutto da scoprire!

Biografia di Lucio Fontana

Lucio Fontana (1899-1968) è stato un artista eccentrico e poliedrico, tra i più acclamati della sua epoca, che ha rivoluzionato il concetto dell’arte e del rapporto tra la pittura, la scultura e lo spazio.

Nato nel 1899 a Rosario di Santa Fé, in Argentina, da genitori di origini italiane, iniziò l’apprendistato da artista giovanissimo, in Italia, dove fu mandato dai genitori e affidato allo zio. Il suo primo maestro fu proprio il padre scultore, il secondo è stato il grande Adolfo Wildt, di cui seguì i corsi all’Accademia di Brera quando aveva 28 anni. L’influenza di Wildt è stata forte nelle opere giovanili, in particolare in quelle realizzate per il Cimitero Monumentale di Milano, dalle superfici levigatissime e dalle agili figure, severe ma elegantissime.

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@RestaurArs

Quelli che seguono la formazione sono anni intensi per Lucio Fontana: tra gli eventi più significativi spicca la partecipazione alla XVII Biennale di Venezia e la sua prima mostra personale alla Galleria del Milione dove ha esposto l’opera “Uomo Nero”, fortemente innovativa, che ha segnato l’inizio della ricerca artistica e sperimentale attorno alle figure umane. Quest’ultime, sintetizzate in figure geometrizzanti e composte in vari materiali quali il gesso e il ferro, ma anche su supporto cartaceo e tavolette, hanno impresso una svolta astratta al suo operato artistico. Del resto quelle sculture esili richiamano l’astrattismo di quegli artisti lombardi legati alla Galleria il Milione, ma anche del gruppo parigino Abstraction-Création.

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L’attività di Fontana si è spostata poi nel campo della ceramica, a cui si è dedicato nello studio dell’amico Giuseppe Mazzotti ad Albissola: proprio nello studio del Mazzotti ha continuato la ricerca scultorea, con opere mosaicate e a tutto tondo, alcune delle quali si trovano ancora esposte sul lungomare della cittadina. La fervida attività di ceramista ha attirato l’interesse della critica, ma presto Fontana scelse di tornare a Milano, dove il legame con un gruppo di artisti lo ha portato alla stesura del Manifesto dello Spazialismo: la filosofia di Lucio Fontana, condivisa dagli artisti firmatari del manifesto, verteva sulla necessità di un’innovazione profonda dell’arte, che portasse la pittura e la scultura ad uscire dai limiti in cui erano imprigionate, a favore di un’arte plurima, una fusione tra linea e spazio. L’opera che sancisce la seconda svolta artistica della carriera è stata Ambiente spaziale a luce nera, che coinvolgeva l’opera stessa e lo spazio che la circonda. Segue poi la serie dei Buchi, dove la tela viene incisa con un punteruolo in più punti, in una accostamento di linee cromatiche e incisioni scultoree.

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@Lucio Fontana, Ambiente spaziale a luce nera – ocula.com

L’epoca delle grandi sperimentazioni iniziò negli anni ’60, prima con la serie Olii, dove torna il motivo dei buchi e lacerazioni ma su uno spesso strato di pittura che inonda le sue tele.

Segue la serie dei Metalli, dove squarci e tagli vengono impressi stavolta su supporti a lamiera.

Poi prosegue con la Fine di Dio e i Teatrini.

Fino alle celebri Ellissi, tavole ovali monocromatiche lacerate da tagli e squarci, ove la sintesi tra pittura e scultura, colore e spazio giunge a un’unione quasi minimalista. I profondi tagli nelle tele si faranno sempre più essenziali negli ultimi anni della sua carriera artistica e in queste ultime opere, purissime nel colore e nella linea (entrambi unici, nel senso del monocromatismo e dell’essenzialità) l’artista giunge al culmine della sua ricerca spaziale: quell’unico squarcio sulle superficie pittorica simboleggia un varco verso l’infinito, un passaggio tra il buio e la luce.

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Nel 1968 Fontana lascia la città e si trasferisce a Comabbio, in provincia di Varese, dove morirà il 7 settembre di quell’anno.

I tagli di Lucio Fontana

Un taglio è qualcosa di complesso da capire, perché rompe, squarcia e nell’immaginario comune rovina. Per chi è abituato a collegare l’arte con la perfezione estetica, un taglio è qualcosa che diventa a tratti incomprensibile.

Eppure Fontana ha basato tutta la sua carriera artistica su questo concetto, unito al colore e allo spazio.

I tagli sono una vera e propria serie di opere realizzate tra il 1958 e il 1968: si tratta di opere pittoriche in cui sono presenti uno o più tagli regolari su tele ricoperte di aniline o di idropittura.

Oltre ai tagli, Lucio Fontana ha realizzato anche la serie pittorica dei buchi (1949-1968), iniziata con vortici di buchi e successivamente con buchi sempre più organizzati e regolari. Così come i tagli, anche i buchi non si limitano ad essere elementi grafici ma diventano veri e propri segni che aprono verso l’altrove.

Oggi la carriera, le opere e l’immenso patrimonio che ha lasciato Lucio Fontana è tutelato e valorizzato dalla Fondazione Lucio Fontana situata a Milano, che si occupa del controllo e dell’autenticazione delle opere.

Lucio Fontana è passato alla storia per aver annullato la distinzione tra pittura e scultura, per aver sconfitto la bidimensionalità della superficie pittorica e per aver introdotto il concetto dello Spazialismo, che concepisce l’opera d’arte come un concetto più ampio, che comprende sia il manufatto artistico che l’ambiente che la circonda: non possiamo che definirlo un genio assoluto del Novecento!

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2 Comments
  • andrea
    Posted at 13:43h, 20 Agosto Rispondi

    non ne avevo mai sentito parlare. molto affascinante

  • Anastasia Fontanesi
    Posted at 09:41h, 12 Marzo Rispondi

    Grazie Andrea, siamo felici di avertelo fatto scoprire!

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