Ilaria Facci e il nudo come racconto fotografico

Ilaria Facci è una vera artista. Le sue fotografie hanno catturato la nostra attenzione in modo totalizzante: il ricordo è volato verso le meravigliose opere di Francesca Woodman, artista che ha cambiato il nostro modo di vedere la realtà e le sue piccole e impercettebili sfaccettature. Ilaria, originaria di Roma, vive e lavora a Londra, ma grazie alle meraviglie di Skype abbiamo trascorso sabato pomeriggio chiacchierando davanti al computer e ad una tazza di tè.

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ilaria facci

2015. “Le Macerie di Canova” #1 ©Ilaria Facci

La vita di Ilatria è stata senza dubbio intensa: da bambina è stata colpita da un Retinoblastoma che le ha causato la perdita dell’occhio sinistro. Nonostante questo trauma, Ilaria riesce a vedere e a cogliere molti più dettagli di qualunque persona con la vista pienamente funzionante: la sua è una autentica vocazione, scoperta piano piano. Dopo una carriera nel campo della moda a Milano, Ilaria pochi anni fa si è recata a Londra per andare a trovare la mamma e lì è scoppiato un autentico colpo di fulmine.

“A trent’anni e con un buon lavoro già avviato ho scelto di cambiare tutto. Londra è senza dubbio la città che è riuscita a tirare fuori il meglio di me. Da qualche mese avevo iniziato a scattare le prima fotografie: una amica mi aveva regalato una macchina fotografica che non usava più e io ne sono stata completamente travolta. Inizialmente le mie foto erano un gesto egoistico: volevo scoprire qualcosa in più su me stessa, ma non ero disposta a condividerlo con altri. La macchina fotografica era diventata il mio diario, lo strumento che mi permetteva di fare uscire me stessa e tutte le mie fragilità. Ormai sono circa tre anni che scatto fotografie e non potrei più immaginare di farne a meno. Certo, la mia scelta di abbandonare la mia carriera nella moda e Milano è stata forte, ma le soddisfazioni a cui sto andando incontro ora sono davvero enormi. ”

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2016. “self portrait” ©Ilaria Facci

Gli scatti di Ilaria Facci sono principalmente nudi autobiografici e molto spesso Facebook non ha apprezzato la sua arte, arrivando persino a bloccarle il profilo per 40 giorni. E’ più che evidente, questa è una nostra valutazione personale, che facebook dovrebbe rivedere la sua normativa: tacciare di pornografia le opere di Ilaria è qualcosa che va oltre i limiti della razionalità. L’arte non può e non deve essere imbrigliata in pseudo convinzioni da benpensanti: il nudo è da sempre una forma d’arte elevatissima ed è assurdo che qualcuno ancora lo disprezzi.

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“Ho pubblicato una mia foto, per di più nella versione censurata, e nonostante questo Facebook mi ha bloccato il profilo per più di un mese, chat compresa. Trovo questa presa di posizione antifemminista: il nudo di donna non è nulla di volgare, anzi, è un invito ad andare alla scoperta dell’essenzialità della natura della donna. Purtroppo però, soprattutto in Italia, il nudo viene considerato ancora un tabù. Le mie foto non sono un invito a mostrarmi in modo ammiccante, anzi: il mio corpo è caratterizzato anche da elementi imperfetti, ma è proprio nella verità che risiede la bellezza più autentica. Per questo motivo credo che la normativa di Facebook debba assolutamente essere rivista: anche se devo ammettere che la censura è diventata quasi una nuova fonte d’ispirazione per me! Non abbandonerò mai le mie foto: lo staff di Facebook dovrà continuare a sopportarmi!”

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2016. “Per mangiarti meglio” ©Ilaria Facci

Il primo approccio di Ilaria alla fotografia è avvenuto durante un viaggio in Armenia: ha ritratto l’autenticità dei luoghi servendosi di una macchina fotografica compatta. Da allora la macchina fotografica non l’ha più abbandonata, aiutandola a superare momenti privati intensi ed impegnativi, come la scoperta della sua omosessualità.

“Di solito tendo a dire di essermi sottoposta ad una terapia dell’arte. L’arte ci aiuta tantissimo a tirare fuori tutto ciò che custodiamo gelosamente al nostro interno: emozioni, fragilità, paure. E io ho scelto di intraprendere questo percorso di scoperta e di riscoperta di me stessa e devo ammettere che in certi momenti è stato molto doloroso. Ciò che condivido con Francesca Woodman è il desiderio di voler farmi guardare, ma allo stesso tempo di non voler farmi guardare. Questa contraddizione è stata un elemento centrale dei miei lavori iniziali. Finora ho fotografato soprattutto me stessa: nei miei autoscatti riesco a vedere qualcosa in più rispetto a quelli che ho fatto ad altre persone. Non preparo il set e non mi metto in posa: mi lascio solo trasportare dall’obiettivo. Dopo, quando riguardo le foto al pc, capisco e leggo quello che volevo trasmettere e quello che stavo provando: da lì nasce il titolo della foto e il messaggio che voglio comunicare. Fotografare altre persone mi interessa molto, ma allo stesso tempo mi spaventa: significherebbe scoprirmi davanti ad un’altra persona e vederla scoperta a sua volta.”

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2016. “La nebbia non fa paura ai fantasmi” #2 ©Ilaria Facci

Oltre agli autoscatti, Ilaria Facci ha ritratto anche la sorella: una fotografia intensa ed immediata. Questo sarà uno degli scatti della collettiva d’arte Flux Exhibition che si terrà a Londra il 2 novembre e di cui Ilaria sarà una delle protagoniste. In caso di vendita, il ricavato della foto “Mia sorella“, sarà devoluto al CARE4CALAIS per l’emergenze profughi.

“Sono entusiasta di partecipare a questa collettiva: è un momento molto importante per il mio lavoro di artista. Mi sto impegnando sia nell’ambito creativo che in tutto ciò che riguarda l’ufficio, come scadenze, email, orari. Per una persona creativa come me non è stato facile, ma sto imparando tantissimo dalla partecipazione a questo evento. Sarà la mia seconda mostra: la prima, intitolata Autoscatti sbagliati, si è tenuta allo Spazio Calisti, a Perugia. Una mostra importante anche perché chi ha acquistato le mie opere ha contribuito in modo concreto alle iniziative promosse dall’A.I.G.R. (Associazione Italiana Genitori dei bambini affetti da Retinoblastoma). Ho sempre pensato che l’arte significhi donare, perciò mi sono comportata e mi comporterò di conseguenza.”

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2015. “Mia sorella”. ©Ilaria Facci

L’impegno di Ilaria Facci nella difesa dei diritti civili e umani emerge in modo netto: questa sua partecipazione attiva l’ha portata anche a scattare una serie  di foto durante le numerose manifestazioni che si sono tenute a Londra contro la Brexit.

“La Brexit è senza dubbio un trauma storico e un evento molto doloroso. Invece che continuare a camminare in avanti siamo stati costretti a tornare indietro. Il mio amore verso l’uguaglianza e la solidarietà e l’interesse che da sempre nutro verso la fotografia di reportage mi hanno spinto a scattare una serie di foto durante le manifestazioni a cui ho assistito. Credo che l’arte debba sempre essere politica e sociale: non potrei mai rinunciare ai miei ideali. Fare arte non è solo fare bellezza: è necessario usare i propri ideali come cardini espressivi. Io penso davvero che l’arte possa cambiare il mondo e il bello di Londra è che qui il rispetto per la professione dell’artista è totale. Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare anche una collezionista, per aiutare e sostenere gli artisti alle prime armi. Un giorno mi piacerebbe anche realizzare una mostra ad hoc sulla Brexit, ma per il momento continuo a scattare: non potrei farne a meno!”


PH copertina: Ilaria Facci

 

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