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Guggenheim di Bilbao: perché visitarlo se non ami l’arte contemporanea?

09 Ott Guggenheim di Bilbao: perché visitarlo se non ami l’arte contemporanea?

Il Guggenheim di Bilbao è uno dei musei che mi ero prefissata di vedere da tempo: non so se lo sai, ma uno dei miei sogni è visitare tutti i musei d’arte contemporanea del mondo e se anche non dovessi riuscire a realizzarlo, spero almeno di arrivarci il più possibile vicino. Questo tempio dell’arte contemporanea ha del tutto rivoluzionato le sorti di Bilbao, trasformandola in una delle destinazioni turistiche più apprezzate in Spagna. La città non fa sconti a nessuno: si mostra in ogni sua sfaccettatura, conquistando per la sua bellezza ruvida, a tratti ineducata: il Guggenheim dal canto suo si erge baldanzoso sopra tutto e tutti, vivendo di luce propria.

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Dopo aver fatto un giro d’esplorazione per Bilbao, ho deciso di concedermi un pomeriggio tra le sale di uno dei musei più famosi del mondo, certa di trovare tanti spunti per me stessa e per il blog. Prima di entrare, ho trascorso alcuni minuti davanti alla struttura, ammirando ogni dettaglio dell’architettura: non c’è che dire, l’architetto canadese Frank O. Gehry mi piace assai. L’edificio, visto dal fiume, ricorda la forma di una nave, rendendo così omaggio alla città portuale in cui si trova: i pannelli brillanti infatti assomigliano alle squame di un pesce. Per la progettazione, lo staff di Gehry si è servito di simulazioni computerizzate delle strutture, riuscendo così a ideare forme che fino a qualche anno prima sarebbero risultate impossibili anche solo da immaginare.

 

guggenheim di bilbao

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Guggenheim di Bilbao: informazioni tecniche e consigli per la visita

Per prima cosa voglio darti qualche informazione tecnica aggiornata, in modo tale che ti riesca più semplice organizzare la visita: il museo è aperto tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 10 alle 20 e il biglietto di ingresso intero costa 16 euro. Per gli studenti fino ai ventisei anni invece è prevista la riduzione con il ticket di 9 euro. Inoltre non è possibile tenere con se lo zaino ed è vietato scattare foto e fare video nelle sale: l’unica parte del museo che può essere ritratta è la struttura architettonica. E ora addentriamoci insieme alla scoperta del Guggenheim di Bilbao!

Il primo piano è costituito da una sala dedicata alle esposizioni temporanee: nel mio caso ho assistito alla personale dell’artista tedesco Georg Baselitz, intitolata “The Heroes”. Questo artista ha indagato durante tutta la sua carriera la dissoluzione dell’ordine sociale e politico: a soli 20 anni ha dipinto una serie di tele intitolata Gli eroi (The Heroes), dove i protagonisti sono combattenti, partigiani, vittime della guerra. L’eroe di Baselitz è umano e non ha paura di lasciare trasparire le sue debolezze e, in alcuni casi, anche la sua inconsistenza.

Terminata questa mostra temporanea, ho proseguito il mio percorso, lasciandomi travolgere da Richard Serra e Jenny Holzer. Snake è la scultura mastodontica realizzata da Serra e permanentemente installata nel Guggenheim di Bilbao: qui la concezione del tempo e dello spazio si mescolano l’una con l’altra, regalando al visitatore un’esperienza immersiva a tratti surreale. Persino una claustrofobica come me non ha potuto rinunciare a sfidare gli angusti spazi di questo enorme serpente: ne vale davvero la pena. Infine non perdere l’installazione di Jenny Holzer, realizzata appositamente per questo museo: parole, luci ed emozioni sono i sovrani indiscussi di questa sala a tratti psichedelica.

 

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Guggenheim di Bilbao e il linguaggio della contemporaneità

Tante volte mi sono sentita chiedere: ma perché visitare il Guggenheim di Bilbao? Ora che ci ho trascorso un intero pomeriggio posso rispondere. Questo museo unisce una struttura avveniristica a opere di grandi maestri della contemporaneità, senza mai avere paura di sperimentare linguaggi artistici differenti. Sculture, fotografie, installazioni multimediali, quadri astratti o figurativi: qui puoi trovare qualunque cosa desideri e persino rimanere sorpreso davanti ad accostamenti più o meno stravaganti. Il secondo piano del museo ospita una grande mostra dedicata a Bill Viola: fuoco, presenze umane, deserto. Il maestro statunitense è uno degli esponenti più apprezzati della Videoarte e, dopo molti anni di carriera, continua a regalare emozioni uniche, portando il visitatore alla scoperta di un buio che si trasforma, all’insegna di una metamorfosi senza fine.

La terza mostra temporanea è stata infine dedicata a Parigi e a grandi talenti come Paul Signac e Toulouse- Lautrec. Appena uscita dall’ultima sala, ero convinta che la mia visita all’interno del Guggenheim di Bilbao fosse finita e invece un’ultima chicca mi attendeva: due sale interamente dedicate ad alcuni dei miei artisti del cuore. Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Anselm Kiefer e Gerhard Richter: devo confessarti che mi sarei seduta qui senza mai più uscire. E se non fosse stato per Thor che mi richiamava all’appello fuori, forse l’avrei fatto davvero 😉

> Leggi anche: Jean Michel Basquiat e Lee Jaffe, il ritratto dell’arte

 

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Credi che ora sia arrivato il momento di uscire? Sì, ma solo per ammirare alcune delle opere posizionate all’esterno della struttura come i Tulipani colorati di Jeff Koons e “Il grande albero e l’occhio”di Anish Kapoor. Un’esperienza immersiva, emozionante, didattica e ricca di spunti su cui riflettere: il Guggenheim ha saputo soddisfare le mie aspettative, rivelandosi austero e accogliente allo stesso tempo. Quello che mi sento di dirti arrivati alla fine del nostro viaggio è di lasciarti andare completamente a questo museo, senza preconcetti o stereotipi. Non si tratta di un baraccone acchiappa turisti né di una macchina per fare soldi: il Guggenheim ha regalato a Bilbao una nuova opportunità di rinascita, portando in città tantissimi turisti spagnoli e non solo. Inoltre, un altro suo indubbio merito, è quello di essere la struttura perfetta per redimere qualsiasi non amante dell’arte contemporanea: davanti alla qualità e alla varietà delle opere presenti, è assolutamente impossibile che qualcuno non resti incantato almeno da uno di questi tesori!

 

Anna Fornaciari
takeawayartblogger@gmail.com

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3 Comments
  • luigina la rizza
    Posted at 19:34h, 13 ottobre Rispondi

    Ciao Anna, non sono ancora stata al Guggenheim ma adoro l’architettura di questa struttura.
    Un museo di arte contemporanea che ti posso consigliare è il Musaba di Mammola in Calabria. Nik Spatari e Hiske Maas hanno creato un parco museo a cielo aperto di 7 ettari dove sono disseminate numerose opere di artisti contemporanei. Ma il gioiello di questo museo è il Sogno di Giacobbe realizzato da Spatari, conosciuto come la Cappella Sistina Calabrese.

    • Anna Fornaciari
      Posted at 09:18h, 20 ottobre Rispondi

      Ciao Luigina, grazie mille di avermi scritto! Non ho ancora avuto modo di visitare il Musaba, ma dalla descrizione che mi hai fatto devo dire che non vedo l’ora di trovare l’occasione giusta. La Calabria si sta impegnando molto nel dare vita a nuovi progetti culturali: sarà una gioia scoprirli in prima persona!

  • luigina la rizza
    Posted at 15:07h, 30 ottobre Rispondi

    Ciao Anna,
    è vero c’è un bel po’ di fermento non solo per l’arte contemporanea ma anche per la street art (vedi Altrove Festival).
    A proposito mi è venuto in mente anche il Parco della Biodiversità di Catanzaro che ospita delle opere molto particolari.
    Comunque se venite da queste parti fate un fischio

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