La digitalizzazione dell’arte: esempi e buone pratiche

La digitalizzazione dell’arte: esempi e buone pratiche

A partire dal 2020 in seguito alla pandemia da Covid-19 anche i settori dell’arte e della cultura hanno capito l’importanza di una progressiva digitalizzazione.

Digitalizzare l’arte non permette solo di fruirne anche in condizioni estreme che impediscono la visita di persona, ma anche una fruizione più libera e democratica. 

Da un punto di vista storico e filosofico, molti intellettuali del passato avevano riflettuto sulla possibilità di rendere la cosiddetta “cultura alta” meno elitaria, incrementando le opportunità di scoperta di coloro che nutrivano il desiderio di accostarsi a realtà come i musei e i poli culturali. Rendere la cultura alta una cultura popolare, nel senso più positivo di questo aggettivo, evitando arroccamenti sterili tipici di una parte del vecchio ceto intellettuale: questo deve essere l’obiettivo dei prossimi anni.

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Alcuni musei stanno progressivamente incrementando la loro presenza online attraverso siti web, social e virtual tour. Molti rendono disponibili le proprie collezioni online per chi non ha la possibilità di viaggiare o anche semplicemente per chi si vuole informare prima del viaggio. Il Louvre ad esempio ha sviluppato nel 2021 un nuovo sito web nel quale ha messo online quasi tutte le sue collezioni, le Gallerie d’Italia hanno realizzato un virtual tour interattivo della mostra dedicata a Tiepolo nella sede di Milano, gli Uffizi realizzano mostre virtuali e tantissime altre istituzioni culturali italiane hanno iniziato a sfruttare le potenzialità della digitalizzazione dell’arte.

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La digitalizzazione dell’arte si sta affermando come una nuova frontiera, capace di superare i limiti dello spazio, del tempo e persino della disponibilità economica che ognuno di noi possiede per viaggiare.

Il sociologo Derrick de Kerckhove ha espresso molto bene con queste parole, la posizione del sistema culturale e artistico italiano:

L’Italia deve smetterla di credere che possedere un hardware culturale, ossia i monumenti, le architetture e le opere d’arte che la contraddistinguono a livello mondiale, le basti a produrre ricchezza. Capisca, invece, che è necessario aggiornarsi alla dimensione digitale

Anche se a partire da fine 2019 – inizi 2020 anche il settore culturale italiano ha visto un aumento importante di progetti di digitalizzazione, non è una novità che rispetto ad altri paesi sia europei, sia extra europei, malgrado l’immenso patrimonio culturale a disposizione, la strada da fare è ancora tanta. In questo articolo quindi non vogliamo parlarti solo di come la digitalizzazione dell’arte sia un processo fondamentale anche per il nostro paese, ma vogliamo condividere con te alcune buone pratiche da cui prendere spunto.

Digitalizzare l’arte: ecco 3 esempi

Non basta fare un tour virtuale o sbarcare su un nuovo social per poter affermare di aver digitalizzato l’arte e la cultura. Si tratta di processi lunghi, complessi che richiedono investimenti, ma soprattutto competenze.

Un buon progetto di digitalizzazione parte da una strategia che si esemplifica poi in una serie di canali e strumenti attraverso i quali permettere la fruizione delle opere al grande pubblico. Ecco 3 progetti da conoscere:

  • Gallerie degli Uffizi
  • Estense Digital Library
  • Brera On Air

 

Gallerie degli Uffizi

Gli Uffizi hanno intrapreso un vero e proprio percorsi di digitalizzazione multi canale e ad oggi, sono una delle istituzioni culturali italiane più all’avanguardia, a partire proprio dai social. Sono sbarcati su TikTok ad inizio 2020, aprendosi ad un nuovo target composto principalmente da ragazzi e ragazze della Generazione Z.

Oltre a questo, gli Uffizi hanno sviluppato anche il progetto Ipervisioni che ti permette di fare tour virtuali e visitare mostre digitali relative alle loro collezioni. Attraverso immagini ad altissima definizione, didascalie e tour a 360° realizzati con Matterport, tutti gli Uffizi sono praticamente fruibili anche in digitale, da remoto e in modo gratuito.

Ad integrazione di questo immenso lavoro, ci sono anche gli archivi digitali in cui poter trovare cataloghi e pubblicazioni. Un progetto molto interessante del 2021 è anche “Forza scuole – arrivano gli Uffizi” con il quale le Gallerie mettono a disposizione delle scuole in didattica a distanza, l’immenso patrimonio degli Uffizi. Ogni scuola può usufruire di lezioni di arte e storia con sessioni di Google Meet di 45 a cura degli esperti degli Uffizi.

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Estense Digital Library

Dal concetto stesso di catalogazione, che è alla base di ogni museo, le Gallerie Estensi hanno sviluppato il progetto Estense Digital Library che permette di consultare l’intera collezione con foto ad altissima risoluzione. Sono state pubblicate sul sito del museo oltre 15mila opere, anche non esposte normalmente nei percorsi espositivi, ma conservate negli archivi.

Sulla piattaforma Estense Digital Library si possono cercare le opere tramite un motore di ricerca e si può effettuare uno zoom dei dettagli difficilmente visibili anche ad occhio nudo.

Oltre a questo, le Gallerie Estensi organizzano anche mostre temporanee virtuali.

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Brera On Air

La Pinacoteca di Brera sin dall’inizio del 2020 ha organizzato un vero e proprio palinsesto di contenuti digitali, che non si limitano a visite e mostre virtuali, ma propongono anche interviste e approfondimenti di esperti, oltre alla visita agli archivi. Il digitale per Brera è stato l’occasione per farsi conoscere meglio anche da chi Brera l’ha sempre frequentata.

Attraverso una serie di video raccolti nella sezione del sito Brera On Air, la Pinacoteca illustra la collezione, il dietro le quinte, i restauri effettuati sulle opere, l’attività di ricerca degli esperti e numerose altre rubriche di approfondimento.

Inoltre, Brera ha anche numerose collezioni online per chi desidera fare un viaggio virtuale tra le opere.


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