Daniel Spoerri e la Eat Art

Mai come oggi il cibo è considerato un’autentica star: dai programmi televisivi alle riviste, dai libri dei grandi chef alle ricette della nonna. E in questo panorama colorato spicca lui, Daniel Spoerri. Inventore della Eat Art come performance interattiva, l’artista svizzero – romeno possiede una vera e propria passione per gli arnesi da cucina e gli assemblaggi di utensili per il cibo. Spoerri,  ideatore della corrente artistica della Eat Art, da lui fondata nel 1967 e con cui l’artista intendeva avviare una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione, celebra la ritualità del quotidiano e l’unicità intrinseca di ogni pasto.

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@Daniel Spoerri

Poeta e scrittore, pittore e danzatore, Spoerri è stato vittima delle persecuzioni naziste, tanto che negli anni quaranta si è rifugiato in Svizzera con la madre. Libero da preconcetti e dissacratorio nella sua interpretazione artistica, è diventato celebre per i suoi coloratissimi assemblaggi di oggetti recuperati in mercatini e discariche. Una sorta di esploratore moderno: Spoerri ha il grande merito di avere illustrato in maniera giocosa e “pop” l’attrazione continua dell’umanità nei confronti dell’epocale tema del cibo, visto come interfaccia fondamentale fra arte e vita.Tra le sue opere ricordiamo i famosi assemblages, tableaux-pièges, sculture, collage, lettere, manifesti, volantini, riviste, menù, litografie, i curiosi e ironici schizzi, e la scultura-biscotto a forma di donna.

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@Daniel Spoerri

Indimenticabili, a mio avviso, sono anche le “tavole verticali” create nel corso della sua lunga carriera: piatti, bicchieri e avanzi di cibo che vengono sottratti al fluire incessante del tempo e chiusi in teche di vetro, cristallizzando il momento del pranzo e della cena in un rito che non è più una scontata prassi quotidiana, ma un gesto dotato di una valenza simbolica. Una dopo l’altra, queste opere catturano ciascuna un attimo destinato altrimenti a passare inosservato, banalmente catalogato come una normale necessità fisiologica.

Invece, nei tableaux-pièges (quadri-trappola, letteralmente) di Daniel Spoerri non rimane solo il cibo, ma tutta una costellazione di oggetti conviviali che testimoniano un ordinamento culturale e sociale della nostra vita. Le tavole verticali si trasformano perciò in opere paradossali: mentre cercano di completare il passaggio evolutivo del rito del nutrirsi, da atto per la sopravvivenza ad un rituale staccato dalla quotidianità, finiscono per deteriorarsi davanti agli occhi degli spettatori. La riflessione diventa inevitabile: cibo, arte e morte.

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@Daniel Spoerri

La creatività di Spoerri però non si è mai fermata, anzi, ha continuato la sua corsa, fino ad approdare alla Toscana meridionale: all’inizio degli anni ’90 l’artista svizzero  ha cominciato ad installare un parco di sculture a sud di Siena. Nel 1997 “Il Giardino di Daniel Spoerri” è stato aperto al pubblico, e ora può essere visitato da Pasqua fino ad ottobre, esibendo al pubblico oltre cento opere di 50 artisti diversi, da scoprire in un terreno di circa 16 ettari. Arte e natura, morte e vita: Spoerri è un narratore contemporaneo. Grazie alla sua arte ha saputo interpretare alcune tra le tematiche più complesse dei nostri tempi, coinvolgendo in modo assoluto e sempre diverso lo spettatore. A mio avviso, uno degli artisti contemporanei con più talento.


PH copertina: Daniel Spoerri

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