Cosa vedere a Otranto: itinerario creativo tra cultura e natura

Siamo tornate a Otranto dopo diversi anni e questa volta avevamo una missione precisa: andare oltre il classico itinerario e cercare quei luoghi capaci di raccontarci qualcosa in più della città e del Salento.

L’occasione è stata Otranto in Luce, il progetto artistico diffuso che a settembre ha trasformato il centro storico attraverso installazioni luminose, video mapping e proiezioni monumentali, ma di giorno non ci siamo fermate.

Siamo entrate nelle botteghe degli artigiani, abbiamo scoperto una piccola libreria indipendente, cercato indirizzi dove mangiare vegan, bevuto un drink in un giardino nascosto e lasciato il centro storico per raggiungere alcuni dei tratti di costa che amiamo di più.

Così è nata questa guida creativa su cosa vedere a Otranto: un itinerario tra artigianato, cultura, cibo e luoghi insoliti per scoprire la città con un po’ di curiosità in più.

Ceramiche e tessuti: l’artigianato di Otranto

Nel centro storico puoi visitare alcune botteghe dalla lunga tradizione. Una delle nostre preferite è Rebus Otranto Ceramiche, dove il linguaggio della ceramica incontra forme e colori contemporanei. Tra piatti, oggetti decorativi e piccoli pezzi da portare a casa come ad esempio le repliche in ceramica del Pomo decorativo delle porte, è una tappa perfetta se, come noi, ai souvenir preferisci qualcosa che racconti davvero il territorio.

Poco distante trovi anche la boutique di Giaquinto Tessitura Artigianale, attività nata nel 1923 e ancora oggi legata alla produzione tessile artigianale salentina. Il laboratorio si trova a Gagliano del Capo, dove sono ancora utilizzati telai storici, mentre nel negozio di Otranto puoi scoprire tessuti per la casa, accessori e collezioni realizzate dall’azienda.

Fondazione Le Costantine, dove puoi dormire tra natura e tessitura

Rimanendo in tema tessitura, a pochi chilometri da Otranto, precisamente a Casamassella si trova la Fondazione Le Costantine, nata da una storia di donne che all’inizio del Novecento decisero di creare nuove opportunità di istruzione e lavoro per le giovani del territorio. La tessitura e il ricamo diventarono strumenti di autonomia e ancora oggi il laboratorio artigianale è uno dei cuori del progetto: qui antichi telai, tecniche manuali e pattern d’archivio continuano a dialogare con la ricerca contemporanea.

Se sei in cerca di idee su cosa vedere a Otranto e dintorni, ti consigliamo di visitare il laboratorio e lo showroom.

Ma c’è un altro motivo per inserire Le Costantine nel tuo itinerario: qui puoi anche dormire. La Casa di Ora dispone di 12 camere affacciate su una corte immersa nel verde, permettendoti di vivere questo luogo con un po’ più di calma.

Una libreria indipendente nel cuore della città

Anima Mundi è una piccola libreria indipendente nel centro storico di Otranto, legata all’omonima casa editrice. Tra gli scaffali trovi poesia, narrativa, saggistica e libri illustrati, insieme a una selezione che invita a curiosare senza avere necessariamente un titolo preciso in mente. È uno di quegli indirizzi che cerchiamo praticamente in ogni città che visitiamo e un buon punto da cui iniziare a scoprire un’Otranto diversa da quella degli Instagram Spot.

Otranto in Luce per scoprire la città da un nuovo punto di vista

Il motivo che ci ha riportate a Otranto dopo diversi anni è stato Otranto in Luce, il progetto di arte pubblica che dall’11 al 27 settembre 2026 ha trasformato il centro storico attraverso videomapping, installazioni luminose e proiezioni monumentali.

Il percorso si sviluppa tra alcuni dei luoghi simbolo della città, da Porta Terra alla Cattedrale, dal Castello Aragonese fino a Porta a Mare e ai Fossati, costruendo un itinerario da percorrere dopo il tramonto. La luce diventa così uno strumento per raccontare Otranto e le sue tante stratificazioni, facendo emergere dettagli architettonici, storie e suggestioni.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che ci ha interessate di più del progetto: Otranto in Luce invita a guardare luoghi molto conosciuti da una prospettiva nuova. Le architetture non diventano semplicemente superfici su cui proiettare immagini, ma parte integrante del racconto, creando un dialogo tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei.

Camminando per Otranto dopo il tramonto si incontrano installazioni e proiezioni che costruiscono un percorso diffuso e permettono di attraversare il centro storico seguendo un filo diverso dal solito.

Per noi è stato anche un modo per riscoprire la città: Otranto in Luce parte infatti da un patrimonio che esiste già e prova a creare nuove occasioni per osservarlo e conoscerlo. Un approccio che sentiamo molto vicino al nostro modo di viaggiare: tornare in un luogo non significa necessariamente cercare qualcosa di nuovo perché a volte basta trovare un nuovo modo di guardare.

Abbiamo dedicato un intero articolo a Otranto in Luce, al progetto artistico di Bruno Seillier e alle diverse installazioni che compongono il percorso: se vuoi approfondire il progetto, ti consigliamo di partire da qui.

Leggi la nostra intervista a Bruno Seillier

Torre Pinta: uno dei luoghi più insoliti di Otranto

Per la prossima tappa dobbiamo lasciare il centro e raggiungere la Valle delle Memorie.

Qui si nasconde l’Ipogeo di Torre Pinta di origine messapica, è uno dei luoghi che ci hanno incuriosite di più durante questo viaggio. Si accede attraverso un corridoio scavato nella roccia lungo oltre 30 metri, che conduce all’ambiente sotterraneo caratterizzato da numerose piccole nicchie.

La storia di Torre Pinta è complessa e la sua funzione originaria non è ancora completamente definita; sappiamo però che l’ipogeo è stato modificato e riutilizzato nel corso dei secoli anche come colombaia, una funzione di cui rimangono evidenti tracce sulle pareti.

È una di quelle deviazioni che ti consigliamo di inserire nell’itinerario proprio perché permette di scoprire un volto di Otranto molto diverso da quello del centro storico e delle sue spiagge.

Un drink in un giardino segreto

L’Ortale è un locale ricavato all’interno di una dimora con giardino del Cinquecento.

Il suo nome deriva proprio dall’“ortale”, l’antico orto di casa, e ancora oggi il giardino conserva terrazzamenti, muretti, pergolati, piante aromatiche, ortaggi e alberi da frutto.

Noi ci siamo fermate per un drink e ti consigliamo di fare lo stesso soprattutto se cerchi un posto tranquillo in cui concludere la giornata lontano dalle vie più affollate.

Dove mangiare vegano ad Otranto

Viaggiare da vegane significa anche avere una certa abilità nello studiare menù online prima di partire, quindi durante il nostro viaggio abbiamo raccolto qualche indirizzo che potrebbe esserti utile.

Per una pausa veloce ti consigliamo Posto Fisso – Pucceria Agricola, dove puoi trovare anche una proposta vegan e provare uno dei grandi classici dello street food salentino.

Per cena, invece, abbiamo scelto Moenia, nel centro storico. Il menu prevede alcune proposte vegane che vanno oltre la classica pasta al pomodoro: noi abbiamo provato lo spaghettone “alla brezza marina” con tofu e alghe, un primo completamente vegetale pensato per richiamare i sapori del mare.

Ultimo consiglio, questa volta per il dessert: da Fisotti Gelato abbiamo trovato diversi gusti vegetali, tra cui abbinamenti decisamente poco scontati. Noi abbiamo provato mandorle e fico e taralli e olio d’oliva: due gusti che sanno parecchio di Puglia (è il cono che hai visto nella gallery sopra).

Porto Badisco: mare, natura e una sosta da Carlo

A circa 15 minuti di auto da Otranto puoi raggiungere Porto Badisco, una piccola baia lungo la costa adriatica che per noi merita sempre una deviazione.

Qui il paesaggio cambia e lascia spazio a una costa più selvaggia, perfetta per concedersi qualche ora di mare lontano dal centro di Otranto. Dopo il bagno o la passeggiata fermati al Bar Alimentari Da Carlo che propone piatti della tradizione indimenticabili. Se hai più tempo a disposizione, nei dintorni puoi aggiungere anche una tappa alla Fattoria Didattica Orte e continuare a esplorare questo tratto di costa.

Articolo realizzato in collaborazione con Mosaico Studio.

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