8 case museo da non perdere in Italia
Negli ultimi anni ci siamo appassionate tantissimo alle case museo di artisti o creativi. A differenza dei classici musei infatti, le case museo hanno quella dimensione famigliare e intima, che ti permette di costruire un legame con chi l’ha abitata.
Di fatto, entri a casa dell’artista, dove ha vissuto parte della propria vita, dove sono nate le sue ispirazioni e dove ha incontrato altre persone (spesso altri artisti). Una delle prime case museo che ci ha fatto scoccare la scintilla è la Casa Museo Remo Brindisi a Lido di Spina.
Ci siamo letteralmente inciampate sopra un giorno che avevamo programmato una gita al mare con il nostro cane. La casa museo non è per nulla promossa e infatti, sono in pochi a conoscerla, ma è un’autentica wunderkammer, non solo a livello artistico ma anche a livello architettonico.
Poi c’è stata Casa Balla, a lungo desiderata, Casa De Chirico e tutte le altre. Così abbiamo pensato di creare una piccola lista di case museo da non perdere in Italia, se anche tu come noi ami l’arte e vuoi vivere un’esperienza insolita.
Indice
Casa Balla – Roma
A Roma, nel quartiere Della Vittoria, puoi citofonare ad una casa speciale: è la casa museo di Giacomo Balla, uno dei più importanti esponenti del futurismo italiano.
La storia di questo appartamento inizia nel 1929 quando la famiglia Balla (Giacomo, la moglie Elisa Marcucci e le figlie Luce ed Elica) si trasferisce in questa casa che definiscono “impiegatizia”, ma che diventerà la casa della loro vita.
Così Giacomo inizia a personalizzarla, trasformandola in un laboratorio di sperimentazione che diventasse anche un’opera d’arte totale seguendo il manifesto sulla Ricostruzione futurista dell’universo, firmato da lui e Depero.
Pareti, porte, mobili e oggetti di design: tutto viene trasformato in funzione della sperimentazione artistica. Giacomo Balla visse in questa casa fino al 1959, anno della sua morte. Oggi la casa è gestita dal museo MAXXI, è possibile visitarla solo con le visite guidate e su prenotazione. Durante i mesi estivi è sempre chiusa.
Casa De Chirico – Roma
Restiamo a Roma, ma ci spostiamo in Piazza di Spagna, dove ha sede quello che amiamo chiamare “il paradiso immobiliare di Giorgio De Chirico”.
Se per Giacomo Balla l’appartamento era di tipo “impiegatizio”, per De Chirico si tratta di un mega appartamento a 3 piani con una vista privilegiata su una delle piazze più belle di Roma.
De Chirico arrivò con la moglie Isa in questa casa in tarda età, nel 1948 quando aveva 60 anni, dopo una vita di continui spostamenti per lavoro. Qui trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita e infatti al suo interno si trova anche lo studio dell’artista. Se Casa Balla è stata trasformata in un’opera d’arte totale, in questo caso l’approccio è diverso: quando entri viene catapultata in una casa con il tipico arredo anni ’50, ma ti sembra proprio di essere a casa di qualcuno, con mobili e oggetti di uso quotidiano, tutti pregiatissimi.
Se oggi possiamo visitare questo meraviglioso angolo di Roma è grazie a Isa De Chirico che continuò a vivere qui anche in seguito alla morte del marito, fino agli anni ’90 e in seguitò la cedette come lascito alla loro fondazione che in questo modo, ha potuto aprirla al pubblico.
Consigliamo di prenotare la visita, anche se il flusso di visitatori è decisamente inferiore a quello di Casa Balla.
Ultimo consiglio: Casa De Chirico si trova quasi a fianco della casa museo Keats-Shelley, sempre in Piazza di Spagna.
Casa Dipinta O’Doherty – Todi
La Casa Dipinta di Todi è una delle scoperte più entusiasmanti dell’ultimo anno. Si tratta della casa acquistata nel centro storico del borgo di Todi dall’artista irlandese Brian O’Doherty e dalla moglie Barbara Novak, docente universitaria e critica d’arte.
Nel 1975 hanno acquistato quest’abitazione ottocentesca su 3 piani per trascorrere le loro vacanze in Italia e dal 1977 l’artista ha iniziato a dipingere con colori acrilici le pareti dell’intera casa, creando un’opera immersiva che riassume 40 anni della sua carriera artistica.
Negli spazi si alternano geometrie, simbolismi, fili, specchi e scale che evocano l’arcobaleno ed è possibile anche vedere tutti gli oggetti di uso comune della coppia, come il telefono, i libri e i vestiti (i coniugi hanno continuato a vivere in questa casa fino a pochi anni fa).
Alcuni arredi inoltre, sono stati disegnati dall’amica e artista Beverly Pepper, anche lei innamorata di Todi.
Dal 2019 è possibile visitare la Casa Dipinta, non è necessario prenotare ed è diventata a tutti gli effetti parte del circuito museale cittadino.
Casa Remo Brindisi – Lido di Spina
Torniamo alla prima casa che ci ha fatto innamorare delle case museo d’artista.
Siamo a Lido di Spina, nei lidi di Comacchio in provincia di Ferrara e a pochi metri dalla spiaggia sorge la casa museo Remo Brindisi. Ma chi era Remo Brindisi?
Artista, in particolare pittore esponente dell’espressionismo astratto, dell’informale e del movimento Cobra, grafico, collezionista e uomo politico.
Remo Brindisi ha incarnato tutto questo nella sua personalità poliedrica e innovativa. Negli anni ’70 è stato nominato anche presidente della Triennale di Milano e qui entra in contatto con Nanda Vigo, De Chirico, Burri, ma soprattutto in questi anni vengono gettati i semi di quello che diventerà il Museo del Design. È stata soprattutto questa esperienza ad ispirare Brindisi nella realizzazione della sua casa nei lidi ferraresi, inaugurata nel 1973 come Museo Alternativo Remo Brindisi.
Non è un caso infatti che la casa museo sia stata progettata proprio da Nanda Vigo, che ha ideato uno spazio in cui poter vivere, lavorare e soprattutto esporre la collezione di Brindisi al pubblico. Un grande cilindro bianco che presenta uno stile architettonico unico e multifunzionale.
L’elemento essenziale è la luce: fin da subito infatti si presenta come un edificio luminosissimo, che mette in risalto le opere esposte. La collezione è composta da oltre 1000 opere, alcune di Remo Brindisi, altre di artisti di grande rilevanza, come Bruno Munari, Gino Severini, Jean Dubuffet.
Inoltre, è stato ricostruito fedelmente lo studio di Brindisi.
Unico consiglio: fai attenzione agli orari, perché nel periodo estivo apre solo dalle 19 in poi.
Villa Bighi – Copparo
Restando in provincia di Ferrara, c’è un’altra chicca poco conosciuta che purtroppo da fine 2026 non è visitabile (ma si stanno attendendo informazioni su chi prenderà di nuovo in gestione lo spazio): è Villa Bighi, sede del centro studi Dante Bighi.
Si tratta di un centro per la cultura contemporanea, dove ha vissuto Dante Bighi e che oggi più che un museo si presenta proprio come centro di produzione e ricerca.
Dante Bighi, un po’ come Remo Brindisi, aveva una personalità eclettica e si interessava di numerose discipline: è stato graphic designer, artista, fotografo, ma anche un grande viaggiatore e un collezionista.
La casa è stata progettata proprio da lui (quindi si può dire che abbia lavorato anche come architetto) ed è caratterizzata da una struttura a doppia L, ricordando lo stile di Alvar Aalto.
Risale al 1963 e in realtà non è mai stata solo la casa di Dante Bighi, ma è nata per ospitare le opere che collezionava, gli oggetti che acquistava in tutto il mondo e per accogliere gli amici artisti, intellettuali e politici che hanno gravitato attorno alla sua figura.
All’interno la Villa è conservata come un’abitazione privata e quindi mantiene intatti ancora alcuni mobili di design che erano propri di Dante Bighi. La cosa bella è proprio questa: ti sembra di entrare in casa sua.
Molto bello è anche il parco della villa, che ospita alcune sculture.
Casa Hendrik Christian Hendersen – Roma
È uno dei musei più “nascosti” di Roma, ma è un vero gioiello!
La casa museo Hendrik Christian Hendersen si presenta come un vero e proprio museo, anzi una gipsoteca, ma in realtà era lo studio e galleria dell’artista statunitense, di origine norvegese.
Si trova all’interno di Villa Helene, che alla sua morte, Hendersen lasciò in eredità allo stato italiano. La palazzina è stata fatta costruire dallo stesso artista nel 1922. Al piano terra dove c’era il suo studio, oggi sono esposte le sue opere scultoree, mentre al primo piano dove l’artista viveva, vengono ospitate mostre temporanee.
L’ingresso alla casa museo ha un ticket e si può acquistare direttamente in biglietteria.
Palazzo Maffei – Verona
Oggi è un museo di riferimento per l’arte, ma un tempo Palazzo Maffei era l’abitazione di Marcantonio e Rolandino Maffei, banchieri veronesi che si occuparono dell’ampliamento del palazzo che si affaccia proprio su Piazza delle Erbe.
La facciata presenta elementi barocchi, massima espressione dell’importanza della famiglia Maffei tra ‘600 e ‘700.
Oggi il palazzo ospita la Collezione Carlon che va dall’antichità fino ad artisti contemporanei e spazia oltre che a livello temporale, anche a livello di linguaggi, con un focus particolare su Futurismo e Metafisica.
Per visitare Palazzo Maffei devi acquistare un ticket, direttamente in biglietteria o online!
Casa museo Asger Jorn – Albissola Marina
A metà tra la riviera di ponente e quella di levante, Albissola Marina è un tipico borgo ligure che dalle colline, cade dritto nel mare.
Asger Jorn, artista danese, decise di fermarsi qui e di acquistare due edifici che oggi sono diventati il suo museo. Jorn è stato pittore e sculture, ma anche autore di numerosi saggi di teoria dell’arte, inoltre è stato tra i fondatori del gruppo Cobra.
Acquistò casa ad Albissola Marina nel 1957, ristrutturò gli edifici unendo architettura, natura, ceramica e pittura.
Il museo non si limita a mettere in mostra le opere di Jorn, ma è un luogo di produzione attiva, la cui mission è conservare, studiare e promuovere il patrimonio storico-artistico di Albissola.
Ti consigliamo di controllare gli orari di apertura di Casa Jorn sul sito!







grazie per le vostre notizie
Grazie a te Costanza!