20 artisti contemporanei da conoscere

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20 artisti contemporanei da conoscere

Tutti almeno una volta ci siamo chiesti quando sia effettivamente iniziata l’arte contemporanea e, secondo le opinioni più diffuse, risale agli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, nello specifico tra il 1950 e il 1960. Identificare un periodo storico preciso quando si parla di arte contemporanea ci appare ben poco necessario, ma quello che conta davvero è conoscere alcuni degli artisti che hanno fatto la storia, rivoluzionando con le loro opere la stessa società in cui vivevano e in cui viviamo noi oggi.

In questo articolo dedicato agli artisti contemporanei da conoscere, abbiamo deciso di raccontarti qualcosa sulle figure che secondo noi hanno dato un contributo straordinario non solo al settore culturale, ma che hanno ispirato migliaia di persone negli anni.

Arte contemporanea e 20 artisti contemporanei da conoscere

Tra i 20 artisti che abbiamo citato in questo articolo, alcuni custodiscono un posto particolare nel nostro cuore, mentre altri, nonostante l’innegabile talento, non ci hanno mai conquistato intimamente. Un aspetto che ci entusiasma dell’arte però è che si può cambiare idea, in particolare conoscendo la storia e l’evoluzione artistica di ogni talento. Insieme scopriremo artisti che si sono distinti per il coraggio di sperimentare tecniche e linguaggi, sei pronto a partire con noi per questo viaggio tra gli artisti contemporanei? Partiamo!

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@Travel on Art, opera Damien Hirst Fondazione Prada Milano

Damien Hirst

Damien Hirst è nato a Bristol, dove è cresciuto con la madre: poi si è trasferito a Londra, dove ha seguito gli studi. Appassionato d’arte fin da giovane, ha curato una mostra collettiva intitolata Freeze, dove esponeva diversi pezzi e opere di alcuni compagni di scuola, riscuotendo molto successo.

La sua principale fonte d’ispirazione è sempre stata la fragilità della vita che si mescola all’inevitabilità della morte, portandolo ad esplorare in modo molto originale alcuni aspetti della morte, senza farla coincidere con il sentimento di dolore che comunemente l’accompagna. Le sue opere hanno riscosso negli anni pareri entusiastici e sono state vendute a cifre esplosive, ma non sono mancate anche molte critiche da parte anche delle associazioni animaliste.

Se vuoi scoprire alcune curiosità per interpretare al meglio le opere di Damien Hirst, qui puoi trovare un approfondimento!

Leggi anche: Damien Hirst e le sue opere spiegate in 5 punti

Jeff Koons

Jeff Koons è conosciuto per mille motivi: è stato il marito della pornostar Cicciolina, è il padre dei palloncini gonfiabili, è un maestro del consumismo e … è uno degli artisti contemporanei più pagati al mondo. Nato a York nel 1955, ha studiato arte al Maryland Institute College of Art a Baltimore e alla School of the Art Institute di Chicago; dal 1976 vive e lavora a New York.

Per capire l’origine dei suoi lavori devi sapere che è nato in una famiglia dell’upper middle class e i suoi genitori erano arredatori d’interni, per questo fin da bambino si è avvicinato ai concetti di eleganza e lusso. L’ambiente stesso in cui è cresciuto è stato oggetto della sua ricerca artistica: le sue opere infatti esprimono una critica il consumismo, tipico proprio della classe medio-borghese americana.

La sua carriera è spesso definita contraddittoria perché a differenza infatti di altri artisti contemporanei, il suo percorso è incentrato sull’aspra critica della stessa società che lo ha reso così famoso. Jeff Koons è un abile burattinaio? In parte sì, ma è l’artista stesso a dettare le regole del gioco e questo comprende ironizzare sulle stesse persone che celebrano la sua arte. Se vuoi scoprire quali sono alcune delle sue opere più famose, qui puoi leggere il nostro approfondimento.

Leggi anche: Jeff Koons chi è e le sue opere più celebri

Jean Michel Basquiat

La storia d’amore tra Jean Michel Basquiat e l’arte è iniziata molto presto, quando la madre lo accompagnava in visita in tutti i musei di New York. A 17 anni, dopo un’adolescenza turbolenta, è scoppiato un nuovo amore per i graffiti e da lì Basquiat ha iniziato a riempire tutti i muri di Manhattan, firmandosi SAMO, acronimo di “Same Ol’Shit”, la solita vecchia merda. Ma quando sono avvenute la svolta e la conseguente celebrità?

Nel 1978 il giovane artista vendette ad Andy Warhol alcune cartoline da lui illustrate in un ristorante di Manhattan. I due avevano un’idea comune dell’arte intesa come  popolare e pubblica, tanto che poco tempo dopo si trasferì nella celebre Factory di Warhol, imparando a perfezionare il suo stile pittorico. Ispirato dalle sue origini caraibiche e da altri elementi che derivano dalle culture afroamericane, africane e azteche, Basquiat si è affermato come uno degli artisti più produttivi e più apprezzati degli Stati Uniti, nonostante la morte a soli 27 anni. Se vuoi scoprire quali sono alcune delle sue opere più famose, puoi trovare un approfondimento qui.

Leggi anche: Le opere più famose di Jean Michel Basquiat

Mark Rothko

Un artista che ha fatto delle sue tele un capolavoro tragico dalla bellezza sublime: lui è Mark Rothko, pittore di origini lettoni naturalizzato statunitense. Rothko appartiene al movimento del Colorfield Painting, che significa pittura delle campiture, in cui le tele, solitamente di grandi dimensioni, vengono ricoperte interamente di colore escludendo ogni forma di segno.

Le sue opere rappresentano alla perfezione la tragedia esistenziale dell’artista stesso, morto suicida a causa di una gravissima depressione. Il carisma della sua pittura consiste nel misterioso processo che gli ha permesso di semplificare la complessa visione che i suoi quadri esprimono. Il suo modus operandi è chiaro e definito: divisione della superficie pittorica e distribuzione omogenea del colore, in modo da far scomparire qualunque traccia di pennellata. Se vuoi lasciarti incantare dalla sua arte, puoi approfondire in questo articolo.

Leggi anche: I capolavori tragici di Mark Rothko

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@Travel on Art, opera di Keith Haring Pisa

Keith Haring

Se ci conosci, sai che quando parliamo di Keith Haring non possiamo essere imparziali perché ha un posto speciale nel nostro cuore. Considerato uno dei maggiori artisti pop di sempre, i suoi disegni da bambino, come molti li hanno definiti, racchiudono tutti i principi fondanti della vita umana. Haring ha avuto il coraggio di parlare di amore, morte, vita, paura e pace. Il suo talento nel creare un linguaggio visuale inedito e inconfondibile gli ha permesso di lasciare il segno in tutto il mondo.

Cresciuto con i fumetti, influenzato da Picasso e dall’arte di strada, Haring è molto di più di un graffitista o di un decoratore e i suoi soggetti sono estremamente vari. La sua filosofia può essere riassunta con due parole: “popular art”, un tipo di arte che deve essere per tutti. Nessun privilegio o business milionario: Keith Haring voleva che chiunque potesse godere della sua arte e nell’arco della sua breve vita ne ha dato dimostrazione molte volte.

Se vuoi lasciarti ispirare dai suoi incantevoli omini e dalla sua purezza umana e creativa, puoi leggere questo approfondimento.

Leggi anche: I meravigliosi omini di Keith Haring

Roy Lichtenstein

Roy Lichtenstein è stato solo il re dei fumetti? Molti se lo sono chiesti, ma in realtà, insieme ad Andy Warhol, è stato uno degli artisti contemporanei che hanno rappresentato maggiormente la Pop Art. Lichtenstein ha rivoluzionato con la sua arte il linguaggio espressivo dell’epoca, fin dall’esordio della sua carriera negli anni ’50. Le sue opere ispirate ai fumetti sono diventate un marchio di fabbrica del suo operato, ma non tutti sanno che in realtà aveva un forte legame con il classicismo, ispirandosi proprio alle opere dei grandi maestri del passato.

Alcune opere di Lichtenstein sono entrate nell’immaginario collettivo e raccontano molto del suo talento: qui puoi trovare un articolo esplicativo.

Leggi anche: Le opere di Roy Lichtenstein spiegate in 6 punti

Frida Kahlo

Frida Kahlo è una delle artisti più mainstream degli ultimi anni perché, oltre al suo talento di pittrice, ciò che si sa di lei è che è stata trasformata in un’icona femminista. Frida è vissuta in Messico il 1907 e il 1954 e, durante tutta la sua vita, ha sopportato dolori fisici molto gravi a causa prima della diagnosi di spina bifida e poi di un grave incidente mentre era a bordo di un autobus.

Durante i tanti mesi in cui è dovuta rimanere immobilizzata a letto, a causa di questo incidente e dei successivi 32 interventi chirurgici, i suoi genitori le regalarono colori e pennelli e le fecero installare uno specchio in camera. In questo modo ha scoperto il suo vero amore, la pittura. Pur non aderendo pienamente ad alcuna corrente artistica del ‘900, ciò che ha fatto di lei un’icona di stile è stato il suo carattere caparbio e indipendente, fragile e passionale. Nelle sue opere è possibile leggere tutta la complessità del suo mondo interiore, che non ha mai avuto timore di conoscere e far conoscere agli altri. Se vuoi lasciarti ispirare da alcune delle opere più ispirazionali di Frida Kahlo, qui trovi un approfondimento.

Leggi anche: 5 opere famose di Frida Kahlo

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è una forza della natura inarrestabile ed è una delle protagoniste più note dell’arte contemporanea. Nata nel 1929 a Matsumoto, in Giappone, fin da bambina ha iniziato ad avere allucinazioni visive e uditive. Il suo modo di reagire è stato appoggiarsi all’arte: con l’ausilio di una semplice matita ha iniziato a riprodurre ciò che faceva parte di questo mondo, trasformando l’arte in un antidoto. Appassionata di pittura, è stata ostacolata in tutti i modi dai genitori, fino al suo trasferimento negli Stati Uniti: da quel momento è decollata la sua carriera.

Dopo anni di intensa produzione, in cui ha esposto nei più grandi musei del mondo, nel 1975 la Kusama ha deciso di tornare in Giappone per ricoverarsi in un ospedale psichiatrico di Shinjuku. Nel suo percorso di sfida di genere nella sfera artistica, la talentuosa artista giapponese non ha mai rinunciato a combattere le sue fobie, come quella per il sesso instillatale dai genitori, e ha realizzato performance uniche su corpi di donne e uomini nudi. Se vuoi scoprire qualcosa in più sul genio camaleontico di Yayoi Kusama, qui trovi un articolo di approfondimento.

Leggi anche: Yayoi Kusama vita e opere

Gerhard Richter

Gerhard Richter è considerato l’artista più influente del mondo e le sue opere vengono vendute a cifre sbalorditive. Pittore e artista visuale originario di Dresda, in Germania, ciò che colpisce della sua essenza di artista è la pazienza. La pittura per lui è diventata un modo di guardare il mondo, da lontano, con occhi critici: ha deciso di scendere in campo con la sua arte e di usarla non per giudicare o scusare, quanto per cercare risposte.

Pur essendo un artista assolutamente contemporaneo, Gerhard Richter ha sempre mantenuto vivo un dialogo con l’arte classica, indispensabile per placare la confusione dell’oggi. Le sue opere attualmente sono esposte in tutti i musei del mondo e tra quelle più ricercate dai collezionisti ci sono soprattutto i grandi quadri astratti dipinti alla fine degli anni Ottanta. Se vuoi scoprire qualcosa in più sul suo percorso di artista, qui trovi un articolo interamente dedicato a Richter.

Leggi anche: Chi è Gerhard Richter, l’artista più influente del mondo

francesca woodman

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Francesca Woodman

Considerata una delle fotografe contemporanee più interessanti, Francesca Woodman è un’artista che amiamo completamente, tanto da essermi tatuata sulla pelle il titolo della sua sola raccolta realizzata in vita. Nata in una famiglia di artisti, ha scoperto l’amore per la fotografia a soli 13 anni: i suoi scatti, tutti in bianco e nero, sono stati scattati tra il 1972 e il 1982, con l’obiettivo di indagare la femminilità, il corpo e le sue movenze,  in gran parte attraverso autoritratti di piccolo formato. 

Morta suicida a soli 22 anni, ha donato a tutti noi un patrimonio artistico di tale bellezza che è difficile descriverlo a parole. Se vuoi scoprire qualcosa in più sul suo testamento artistico, puoi leggere questo articolo.

Leggi anche: Il testamento artistico di Francesca Woodman

Andy Warhol

Occhiali, capelli biondo platino e quello sguardo così poco decifrabile: quando si parla di artisti contemporanei che hanno cambiato la società non si può non citare sua maestà il re della Factory Andy Warhol. Figlio di immigrati provenienti dalla Slovacchia, Andy Warhol è nato a Pittsburgh nel 1928. Le sue inclinazioni artistiche si sono manifestate già da bambino, tanto che decise di studiare arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology. Subito dopo la laurea, scelse di trasferirsi a New York, lavorando per riviste di grande fama come Vogue e Glamour.

La sua carriera è decollata ad inizi anni sessanta quando cominciò ad utilizzare la tecnica di stampa impiegata nella serigrafia: i soggetti che hanno catturato la sua attenzione erano immagini comuni e icone della società del suo tempo, come le celebri lattine di zuppa. Da questa sua reinterpretazione dei capisaldi moderni, ha preso il via quella che è stata definita Pop Art. 

Se vuoi scoprire la vita di Andy Warhol, alcuni degli eventi cult che gli sono capitati, quali sono alcune delle sue opere più famose e i film che raccontano la sua vita, puoi leggere l’approfondimento che ti lasciamo qui.

Leggi anche: La vita di Andy Warhol, re della Factory

Sophie Call

Classe 1953, Sophie Calle ha girato il mondo sviluppando una forte passione per la fotografia e la scrittura, che sono diventati i cardini del suo modus operandi artistico. Dotata di una personalità spiccatamente originale, ha saputo realizzare installazioni multimediali che coniugano la narrativa, i video, la fotografia e lo spettacolo, diventando una delle artiste più celebri del panorama contemporaneo.

La sua carriera artistica è iniziata nel 1979 con “Les dormeurs”. In questa prima opera, ha invitato 29 persone, tra conoscenti e sconosciuti, a dormire per otto ore nel suo letto, fotografandoli ogni ora. Una delle dormienti si è rivelata essere la moglie di un famoso gallerista che ha poi invitato la Calle a partecipare ad una mostra. Ancora oggi Sophie Calle non ha paura di mettersi alla prova e regalare al suo pubblico nuove ed entusiasmanti sfide.

Marina Abramovich

Nata a Belgrado nel 1946, Marina Abramovič è considerata un’artista rivoluzionaria, enigmatica e controversa che ha saputo abbattere i confini e i preconcetti della storia dell’arte, rendendola non più una dimostrazione, ma un’azione. Negli anni Settanta ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Belgrado e le espressioni figurative sono diventate sempre più astratte. In questi anni Marina ha iniziato a usare il corpo come strumento artistico e a dedicarsi al suono e all’arte performativa.

La svolta è arrivata con l’incontro con Joseph Beuys prima a Edimburgo e poi al Centro culturale studentesco di Belgrado. Gli happening di Beuys la colpirono profondamente, tanto che nello stesso anno presentò la performance Rhythm 10 al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Borghese a Roma. Nonostante la carriera straordinaria e il successo internazionale, Marina Abramovič non ha mai smesso di celebrare l’arte e comunicarla agli altri, diventando a tutti gli effetti un’icona.

Jackson Pollock

Jackson Pollock è colui che ha tolto la tela dal cavalletto, avendo di conseguenza moltiplicato i punti di osservazione e di intervento dell’artista. Nato nel 1912 a Cody, negli Stati Uniti, è cresciuto in Wyoming con 4 fratelli e suo padre era un agricoltore: Pollock fu espulso da scuola per indisciplina. Conosciuto da tutti per essere uno dei massimi esponenti dell’espressionismo astratto o action painting, ha sempre sentito l’esigenza di dipingere non solo con la mano e il braccio, ma con tutto il corpo.

Il suo rigore estetico consisteva nel non voler abbandonare la pittura, ma nell’operarne una sovversione interna: la sua è stata una ricerca struggente, piena di disperazione ed incertezza, sfociata in una drammatica dipendenza dall’alcol. Se vuoi scoprire qualcosa in più sul dripping e sull’arte di Pollock, puoi approfondire in questo articolo.

Leggi anche: La rivoluzione di Jackson Pollock

Niki de Saint Phalle

Niki de Saint Phalle è un’artista che ha unito genio ed estro creativo, dando vita a progetti che conquistano al primo sguardo, come il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, in Toscana. Le sue prime opere risalgono agli anni ’50, fino ad approdare ai successi mondiali dell’artista tra cui spiccano le grandi e coloratissime figure femminili (Les Nanas) che l’hanno resa celebre.

Nata in Francia nel 1930, ha trascorso l’infanzia a New York, poi a poco più di 20 anni ha fatto ritorno in Europa, innamorandosi dei capolavori dei musei francesi e spagnoli, specialmente dei capolavori di Antoni Gaudì. Colpita da un esaurimento nervoso, nel 1953, la giovanissima Niki comprese che l’arte era una cura contro le convenzioni sociali e un mezzo per esprimere la propria irrequietezza interiore.

Durante il caos degli anni sessanta, tra ribellioni giovanili e le minacce di una terza guerra mondiale, Niki iniziò ad esplorare nuovi linguaggi artistici: divenne famosa grazie ai Tiri, cioè una serie di azioni durante le quali lei stessa, e a volte anche il pubblico, sparavano su rilievi in gesso dove si trovano dei sacchetti di pittura che esplodevano al momento dell’impatto. Se vuoi lasciarti ispirare dal suo mondo creativo, qui puoi trovare il racconto del suo percorso di artista.

Leggi anche: L’arte di Niki de Saint Phalle

Daniel Spoerri

Daniel Spoerri è l’ideatore della corrente artistica della Eat Art, da lui fondata nel 1967 e con cui intendeva avviare una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione, celebrando la ritualità del quotidiano e l’unicità intrinseca di ogni pasto.

L’artista svizzero-rumeno è stato vittima delle persecuzioni naziste, tanto che negli anni quaranta si è rifugiato in Svizzera con la madre. Libero da preconcetti e dissacratorio nella sua interpretazione artistica, è diventato celebre per i suoi coloratissimi assemblaggi di oggetti recuperati in mercatini e discariche. Spoerri ha il grande merito di avere illustrato in maniera giocosa e “pop” l’attrazione continua dell’umanità nei confronti dell’epocale tema del cibo: tra le sue opere spiccano i famosi assemblages tableaux-pièges.

Leggi anche: Daniel Spoerri e la nascita della Eat Art

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@Travel on Art, opera Blu Modena

Blu

Blu, nome non pervenuto, è un celebre artista italiano probabilmente originario di Senigallia, ma è a Bologna che ha sicuramente giocato un ruolo molto importante nel corso della sua carriera. Nel 1999 ha iniziato a farsi conoscere attraverso una serie di graffiti realizzati tra il centro storico e il centro sociale Livello 57. Dal 2001 Blu ha iniziato poi gradualmente ad abbandonare le bombolette, per utilizzare le vernici a tempera stese con i rulli, che hanno conferito l’aspetto corposo e ricco che caratterizza i suoi lavori.

Nel corso degli anni ha collaborato spesso con altri artisti, come Dem, Ericailcane, Run e ha partecipato anche a progetti realizzati da gallerie d’arte, ma senza mai snaturare la sua idea di street art pubblica, di strada. Nonostante sia un artista italiano, fortunatamente il suo patrimonio artistico è internazionale: le sue opere infatti si possono ammirare non solo a Modena, Milano, Roma, Firenze ma anche in Sud America, Palestina, Austria, Danimarca, Germania, Atene, Valencia, Londra e altre città.

Provocatorio e senza alcun tipo di filtro comunicativo, Blu ha creato dei muri che sono un mix tra il surrealismo, la pop art e un film di fantascienza: se vuoi scoprire alcune delle sue opere più famose, puoi leggere questo approfondimento.

Leggi anche: 10 opere imperdibili di Blu

Tomas Saraceno

Nato nel 1973 in Argentina, Tomás Saraceno si è affermato come architetto e performer, realizzando alcuni progetti geniali. La sua capacità di non lasciare nulla al caso, lo ha portato a collaborare con professionisti nel campo dell’ingegneria e della biologia, alzando sempre la posta in gioco. Il suo modus pensandi si fonda sulla precisa osservazione della natura e sullo sviluppo concettuale dei suoi fenomeni, senza mai dimenticare i riferimenti storico artistici.

Nei lavori di Saraceno il confine tra arte e scienza viene lasciato libero di fluttuare, abbattendo molti stereotipi: l’arte con lui assume un nuovo significato, superando la sua funzione estetica e trasformandosi in uno strumento che può rivelarsi funzionale per l’umanità. Se vuoi scoprire alcuni dei suoi progetti più interessanti, puoi approfondire il suo lavoro nell’articolo di seguito.

Leggi anche: I lavori di Tomàs Saraceno tra architettura e immaginazione

Banksy

Banksy non è solo uno degli artisti contemporanei più famosi dell’ultimo secolo, ma anche un mistero vivente. Il suo anonimato ha contribuito e contribuisce in gran parte ad incentivare la sua fama di mito, una creatura in bilico tra realtà e fantasia.

Originario di Bristol, avrebbe vissuto la sua adolescenza in un quartiere periferico, frequentando però una scuola privata. Il suo amore per l’arte sarebbe iniziato durante l’adolescenza, quando iniziò a dipingere a Barton Hill, un centro giovanile che si trovava nella periferia di Bristol e dove si riunivano i writers, avvicinandosi così al mondo della street art. Le sue opere, realizzate con la tecnica dello stencil, si trovano in moltissimi paesi del mondo e hanno tutti un significato chiaro e premeditato.

Le opere di Banksy affrontano argomenti come la politica e la cultura con quel suo tocco pungente, ricorrendo ad un umorismo che è come uno schiaffo in faccia. Banksy ha il grande merito di conoscere e manipolare alla perfezione i codici comunicativi della nostra cultura di massa, sensibilizzando il pubblico sulle tematiche che decide di proporre. Se vuoi scoprire tutto sui suoi lavori, puoi approfondire nel prossimo articolo.

Leggi anche: Chi è Bansky

Cindy Sherman

Cindy Sherman, nata nel 1954 a Glen Ridge, è un’artista, fotografa e regista statunitense, conosciuta e apprezzata per i suoi autoritratti concettuali. Cominciò ad interessarsi di arti visive già al college, dove si dedicò alla pittura che però abbandonò presto per dedicarsi alla fotografia. Quando in America iniziò la contestazione femminile, la Sherman si è appropriata dello stereotipo maschilista della donna sensuale, interpretandolo in prima persona proprio per riuscire ad abbatterlo. Nella sua carriera la Sherman produce serie di opere, fotografando se stessa con numerosi costumi: l’ambiguità narrativa procede di pari passo con l’ambiguità personale, poiché Cindy Sherman è sia attrice che creatrice della foto.

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