Arte, ambiente ed ecologia: progetti di artisti a cui ispirarsi

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Arte, ambiente ed ecologia: progetti di artisti a cui ispirarsi

In questi ultimi mesi a casa, in cui era impossibile muoversi e viaggiare fisicamente, abbiamo cercato di trovare ispirazioni positive che potessero regalarci un nuovo sguardo su ciò che ci circonda. In particolare abbiamo scoperto alcuni progetti molto interessanti in cui l’arte contemporanea tutela l’ambiente, sensibilizzando su problematiche più che mai collettive e di grande rilevanza. Sono tantissimi gli artisti, che si tratti di fotografi, scultori o urban artist, che hanno deciso di prendersi cura della natura, realizzando opere che veicolano messaggi impossibili da ignorare. In questi mesi più che mai abbiamo riscoperto quanto tutti siamo collegati al pianeta, nel bene e nel male, ed è proprio dalle nostre decisioni quotidiane che possiamo iniziare a cambiare le nostre abitudini di consumo e il nostro stile di vita.

Il binomio arte e ambiente può essere un’ottima guida da seguire se stai cercando nuove idee e fonti di ispirazioni: così abbiamo deciso di scrivere questo articolo, in continuo divenire, in cui raccoglieremo alcuni dei più interessanti progetti di arte contemporanea a tutela dell’ambiente. Ti va di partire per questo viaggio?

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Arte contemporanea e ambiente: i progetti da non perdere

Durante i nostri viaggi e i nostri studi, siamo entrate in contatto con i lavori di tantissimi artisti contemporanei che hanno fatto dell’ambiente la loro ispirazione quotidiana. Scultori, fotografi, pittori e street artist hanno deciso di dedicare il loro talento alla difesa del pianeta che ci ospita, affrontando tematiche urgenti e delicate che non devono più essere ignorate.

In queste ultime settimane ci siamo concentrate sulla ricerca di molti di questi progetti perché pensiamo possano essere una fonte di ispirazione quotidiana per ciascuno di noi, cogliendo l’importanza di gesti che spesso vengono dati per scontati. Sei pronto per scoprire il legame profondo che si è instaurato tra arte contemporanea e natura? Partiamo!

Le meduse riciclate di Mika Koizumi 

Quando si parla d’arte viene normale pensare alle tempere, agli acquarelli e alla creta, tutti materiali degni di pregio. Ma non bisogna sottovalutare l’immenso potenziale della plastica. Tra le tante diverse proposte di riciclo creativo spicca quella dell’artista giapponese Mika Koizumi che ha puntato sulla reinterpretazione del tema del mare, trasformando le bottiglie di plastica in meduse colorate dai lunghi ed intrecciati tentacoli, servendosi in modo combinato di bottiglie di plastica vuote, forbici specifiche, pistola saldatrice e colla a caldo.

La plastica che compone le bottiglie che noi utilizziamo quotidianamente appartiene alla famiglia “PET”, abbreviazione che denomina una tipologia particolare di poliesteri. Essendo un materiale facilmente lavorabile, si presta a soddisfare qualunque tipo di richiesta; è per questo che appare molto idonea al riciclo creativo sotto le più disparate forme. I risultati ottenuti da Koizumi lasciano senza parole per l’originalità e la grande resa: combinando le varie meduse-PET ottenute, l’artista è riuscita  a ricreare prototipi di acquari molto verosimili.

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@Arun Kumar

Sculture by the sea di Arun Kumar

Un altro grande sostenitore del binomio arte e sostenibilità è l’artista indiano Arun Kumar, che in una delle ultime edizioni del festival “Sculpture by the sea” che si svolge ad Arhus, in Danimarca,  ha deciso di sensibilizzare il pubblico sul tema della sostenibilità ambientale. L’opera “Droppings and the dam” è la scultura che ha realizzato servendosi esclusivamente di plastica riciclata. Più di 70.000 tappi di plastica, raccolti in tutto il mondo: questa è la strategia scelta da Kumar per combattere la cultura consumistica che sta travolgendo la nostra società. Gli elementi di scarto sono stati accuratamente impilati e stratificati grazie a fili d’acciaio, in grado di legarli e mantenerli in una configurazione verticale.L’installazione di colori vivaci e la forma ondulata di “Droppings and the dam” emanano una stravagante sostenibilità. Il riciclo fai da te ha spesso il potere di suscitare emozioni, attraverso le più svariate creazioni di artisti che sanno unire l’utile al dilettevole.

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@StreetArtNews

Sea Walls Artists For Oceans

Un altro progetto di arte ambientale molto interessante viene portato avanti da PangeaSeed Foundation che è un’organizzazione senza scopo di lucro, con base alle Hawaii, che ha l’obiettivo di tutelare le acque della Terra. Hanno ideato il progetto internazionale di street art Sea Walls Artists for Oceans; dal 2014 sono stati realizzati in decine di paesi del mondo centinaia di muri che raccontano il mare, le specie animali che lo abitano e l’importanza di prendersene cura. Sono tantissime le opere che hanno invaso paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda, coinvolgendo il pubblico e cercando di educarlo, attraverso anche proiezioni e forum, sul tema della tutela dell’ambiente. Tra gli artisti che si possono citare spiccano Nychos, Phlegm, Spok e Vans The Omega.

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@Collateral, opera Icy&Sot

Icy&Sot contro i cambiamenti climatici

Altri due artisti che hanno fatto dell’ambiente una delle loro ispirazioni quotidiane sono Icy&Sot, originali dell’Iran, ma da molti anni residenti negli Stati Uniti. La loro carriera è iniziata in Iran con un obiettivo preciso: protestare contro la mancanza di diritti umani, gli stereotipi di genere e il cambiamento climatico.

La loro dedizione e il loro impegno concreto si può vedere anche attraverso la scelta dei materiali che usano per realizzare le loro opere, tra cui spiccano le vecchie pale arrugginite, il filo di ferro e spinato. Ogni oggetto riceve una seconda vita, trasformandosi poeticamente in una nuova possibilità di riflessione. In un’intervista per Designboom i due artisti hanno dichiarato: “È così triste vedere il pianeta soffrire in questo modo, è dalla natura che cerchiamo ispirazione e pace, e noi la stiamo distruggendo. Quanti disastri naturali ci sono stati negli ultimi anni? Abbiamo ormai devastato una parte così grande della nostra Terra che smettere completamente e riparare ai nostri errori è pressoché impossibile. Dobbiamo imparare ad amarla, ora più che mai, e se ognuno di noi si mette all’opera, avremo sicuramente qualche possibilità in più”.

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@Esther Horvath

Ed Kashi e Everyday Climate Change

Il fotoreporter americano Ed Kashi, che collabora da tempo con National Geographic, nel 2015 ha fondato con altri artisti il profilo instagram Every Climate Change. In questo grande contenitore digitale, è possibile vedere scatti condivisi da artisti di tutto il mondo che documentano le conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici, cercando di proporre anche potenziali soluzioni da mettere in campo concretamente.

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I mosaici di Anne Marie Price

Anne Marie Price è un’artista mosaicista autodidatta che nel 2015 ha iniziato ad insegnare l’arte del mosaico presso l’Huntington Beach Art Center e in altre scuole statunitensi. La sua grande passione è da sempre quella di realizzare mosaici “temporanei” sulla spiaggia vicino all’istituto in cui insegna, servendosi di materiali trovati direttamente sul luogo, come rifiuti o pezzi di plastica, cercando di veicolare un messaggio di maggiore cura e attenzione verso l’ambiente.

Garbage Patch State – Wasteland

Un altro progetto molto interessante, firmato da Maria Cristina Finucci, architetto e artista italiana, è Garbage Patch State – Wasteland. In che cosa consiste? Si tratta di uno stato federale composto da 5 isole oceaniche formate dall’accumulo dei rifiuti trasportati dalle correnti, come bottiglie di plastica, buste e molto altro. Le isole hanno una profondità di circa 30 metri e si muovono nell’oceano, pur rimanendo nella zona delimitata dalle correnti. Maria Cristina Finucci ha deciso di fondare una vera e propria nazione che rappresenti a pieno le conseguenze devastanti dell’inquinamento marino: dalla sua visione è nata un’opera d’arte, con eventi e installazioni collaterali, che è anche un manifesto di denuncia contro i crimini ambientali che vengono perpetuati.

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@Alejandro Duràn

Alejandro Duràn e l’uso della plastica

Originario del Messico, Alejandro Duràn è un artista multimediale che si affida a diversi linguaggi artistici come la fotografia, i video e le installazioni. Lo abbiamo scoperto, ascoltando il suo Ted talk che è stato di grande ispirazione perché i suoi lavori analizzano come gli uomini influenzano la natura.

In uno dei suoi progetti fotografici più conosciuti, Washed Up, ha rivolto la sua attenzione alla questione dell’inquinamento e di come la plastica, trasportata dal mare, si depositi sulle coste di Sian Ka’an, la più grande riserva naturale protetta del Messico. Ideando dei giochi di colori e di forme, ha messo in luce uno dei più grandi problemi ambientali di oggi: inoltre, nel tempo, si è dedicato alla creazione di laboratori per bambini a cui ha insegnato non solo a raccogliere i rifiuti, ma a dare loro una seconda vita, evitando di perseverare con sprechi inutili e dannosi per l’ambiente.

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@Biennale Venezia, opera Stefano Cagol

Stefano Cagol e i cambiamenti climatici

Stefano Cagol è un artista originario del Trentino che ha sempre dimostrato una profonda sensibilità verso le tematiche ambientali. Tra i suoi interventi più noti spiccano The Body of Energy,  che è una ricerca e performance improntata alla visualizzazione dell’uso e dello spreco di energia,Evoke Provoke (the border), una riflessione sullo scioglimento dei ghiacciai e infine The End of the Border (of the mind), ispirato alle diverse sfumature del concetto di confine.

Nel 2013 inoltre le Maldive, in occasione della loro prima partecipazione alla Biennale di Venezia, hanno coinvolto 17 artisti internazionali sul tema del cambio climatico, tra cui proprio Cagol. Lui ha esposto il lavoro The Ice Monolith, creando un collegamento diretto tra il Trentino e le Maldive, attraverso un progetto site specific. Ha portato a Venezia un grande blocco di ghiaccio di 1400 kg proveniente dalle Alpi trentine e nei tre giorni successivi, a Venezia, i passanti lo hanno visto sciogliersi piano piano, dimostrando che il ghiaccio, fondendosi, diviene acqua e quell’acqua inevitabilmente coprirà alcune zone del nostro pianeta, tra cui proprio gli atolli delle Maldive.

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PH copertina: Alejandro Duràn

 

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